Ricorsi di docenti e Ata: Diritto insegnato ma non praticato. Cresce richiesta ricostruzioni carriera e scatti anzianità.
Durante un confronto organizzato a Terrasini, a due passi da Palermo, dal sindacato Anief con legali esperti di legislazione scolastica è emersa la crescita del contenzioso che di recente ha prodotto risarcimenti di docenti e unità di personale ATA. I numeri parlano chiaro: nell’ultimo triennio, solo il sindacato autonomo ha recuperato quasi 50 milioni di euro e nel 2026 i numeri risultano in ulteriore rialzo. ‘La Tecnica della Scuola’ ha intervistato Marcello Pacifico, presidente dell’Anief, per comprendere meglio questa problematica.
Le parole di Marcello Pacifico, presidente Anief
Stiamo assistendo a cifre impressionanti: 16 milioni di euro recuperati negli ultimi sei mesi, 50 milioni di euro negli ultimi tre anni. Questi numeri evidenziano l’attività di vertenze legali che ha contraddistinto l’Anief come patrocinante di ricorsi vincenti che ripristinano i diritti degli insegnanti e del personale ATA. Spesso ci troviamo davanti a situazioni in cui la normativa nazionale entra in conflitto con quella europea, e ci rivolgiamo al giudice per far valere i nostri diritti.
Un esempio concreto riguarda gli scatti di anzianità del personale della scuola, che vengono negati al personale precario nonostante siano un diritto acquisito. Anche la questione del salario accessorio e delle ferie non godute è stata al centro di controversie, ma grazie all’impegno dell’Anief sono stati ottenuti importanti risultati a favore dei lavoratori.
La Carta dei docenti, estesa anche ai supplenti fino al 30 giugno, rimane un punto di disaccordo per i supplenti brevi che non ne beneficiano. Le ricostruzioni di carriera sono spesso errate, portando a perdite economiche per i lavoratori che devono riallineare il loro servizio dopo anni di congelamento.
In tribunale, grazie a sentenze della Cassazione e della Corte di giustizia europea, sono stati ottenuti risarcimenti significativi per abusi contrattuali e mancati riconoscimenti di diritti fondamentali. Questi risultati non solo restituiscono dignità ai lavoratori, ma contribuiscono anche a migliorare le condizioni pensionistiche e retributive nel lungo termine.
