Scoperta italiana: virus come corrieri per trasportare farmaci al cervello. Rivoluzione in medicina.
Virus “buoni”: i batteriofagi come corrieri per il cervello
I virus sono solitamente associati a malattie come febbre e influenza, ma nell’organismo umano esistono anche virus “buoni”, come i batteriofagi. I batteriofagi, noti anche come fagi, sono virus che infettano e distruggono esclusivamente i batteri, senza arrecare danni all’essere umano. Recentemente, un gruppo di ricercatori italiani ha sviluppato una versione modificata di batteriofagi che possono attraversare la barriera emato-encefalica, aprendo nuove prospettive per il trattamento di malattie neurodegenerative e tumori cerebrali.
Il team di ricercatori, proveniente dalla Fondazione Pisana per la Scienza, dall’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova e dall’Università di Bologna, ha lavorato su batteriofagi M13 ingegnerizzati per utilizzarli come “corrieri” per farmaci destinati al cervello. Modificando il genoma di questi virus, sono riusciti a renderli capaci di superare la barriera emato-encefalica senza compromettere la loro struttura, mantenendo la capacità di raggiungere specifiche cellule bersaglio all’interno del cervello. Questo approccio terapeutico offre la possibilità di veicolare terapie dirette al cervello attraverso il sangue in modo meno invasivo rispetto alle metodologie attuali.
La ricerca rappresenta un esempio di nanomedicina biomimetica, un approccio innovativo che sfrutta strutture naturali riprogrammate per fini terapeutici. Pubblicata sulla rivista Advanced Healthcare Materials, questa scoperta potrebbe rivoluzionare il trattamento di patologie neurologiche, aprendo la strada a una somministrazione più mirata e meno invasiva dei farmaci cerebrali. Valentina Castagnola, coordinatrice dello studio, spiega che il suo lavoro si focalizza sull’utilizzo di sistemi nano- e micrometrici già presenti in natura e sulla loro riprogrammazione per scopi terapeutici.
In conclusione, l’utilizzo dei batteriofagi come corrieri per il cervello rappresenta un’innovativa strada nel campo della medicina, offrendo nuove soluzioni per trattare malattie neurologiche. La capacità di superare la barriera emato-encefalica in modo non invasivo potrebbe rivoluzionare il trattamento di patologie cerebrali, aprendo nuove prospettive per la ricerca e la cura di queste malattie.
Ultimo aggiornamento: martedì 8 settembre 2026, 18:57
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non perderti tutte le notizie della categoria salute su Blog.it
