Shell ha continuato le operazioni nonostante le perdite di petrolio nelle foreste di mangrovie nigeriane.
Il compromesso e le conseguenze
Secondo le comunicazioni aziendali analizzate, i dirigenti di Shell erano a conoscenza delle cattive condizioni del Nembe Creek Trunk Line, di 97 chilometri, sin dal 2008. Nonostante le preoccupazioni circa il rispetto degli standard tecnici e le proposte di chiusura, un alto dirigente ha deciso di continuare le operazioni di estrazione. Questo oleodotto, che trasporta 150.000 barili di petrolio al giorno verso il terminal di esportazione di Bonny Island nello stato di Rivers, si è rivelato una arteria cruciale per l’industria petrolifera nigeriana.
Nel corso degli anni, il furto di petrolio attraverso connessioni illegali ha provocato spillaggi in un vasto ecosistema di mangrovie. Un documento interno di Shell del 2013 ha identificato questi tubi manomessi come “rossi”, indicando la necessità di una chiusura immediata o azioni per rimuovere le connessioni illegali.
Le segnalazioni della comunità di Bille indicano che le fuoriuscite di petrolio hanno ucciso circa 2.000 ettari di paludi di mangrovie, incidendo su una superficie di 13.200 ettari. Le acque contaminate e l’ecosistema degradato hanno portato alla morte di pesci e altre forme di vita acquatica. Le immagini satellitari mostrano una massiccia degradazione delle mangrovie intorno al villaggio.
Boma Renner Igolima-Dappa, portavoce del Consiglio dei Capi del Regno di Bille, ha dichiarato: “La vita acquatica è scomparsa. La nostra gente non può più andare al fiume e catturare pesci in quantità ragionevoli — non riescono nemmeno a trovarli.”
Le responsabilità di Shell
In una comunicazione a Mongabay, Shell ha attribuito le perdite a bande criminali e ha evidenziato le difficoltà di operare in un contesto di insicurezza nel Delta del Niger. Un portavoce ha detto: “La consociata di Shell ha collaborato con le autorità nigeriane, il partner di governo e le comunità locali per affrontare queste sfide, inclusa la pulizia degli spillaggi.”
Il famoso studio legale Leigh Day, che rappresenta le comunità danneggiate, ha condiviso queste comunicazioni nel contesto di una causa legale contro Shell e la sua ex consociata nigeriana, Shell Petroleum Development Company of Nigeria (SPDC). Nel 2015, Shell ha venduto l’oleodotto. I membri della comunità di Bille sostengono che l’azienda sia responsabile degli spillaggi di petrolio verificatisi tra il 2011 e il 2013.
L’importanza ecologica e culturale delle mangrovie
Il Delta del Niger rappresenta un’importante area di biodiversità, e la comunità di Bille vive su 45 isole sparse in questa regione. Le foreste di mangrovie non solo hanno un valore economico, ma svolgono anche un ruolo cruciale nella protezione delle comunità da inondazioni, oltre a essere utilizzate per scopi medicinali e ad avere significativo valore spirituale.
Le comunità locali riconoscono che l’ecosistema che un tempo supportava la vita acquatica è ora compromesso a causa delle operazioni di Shell. Il degrado delle mangrovie è stato identificato come un “hotspot” nel Delta orientale, con perdite stimate di 25.000 ettari di mangrovie tra il 2000 e il 2013, secondo una ricerca condotta nel 2020.
Elias Symeonakis, uno degli autori di questo studio, ha evidenziato che il degrado delle mangrovie a causa degli spillaggi di petrolio crea un collasso sistemico che dura per decenni. Le immagini satellitari mostrano chiaramente l’entità del danno, evidenziando alberi di mangrovia in condizioni critiche.
Leigh Day ha sottolineato che Shell non contesta la devastazione avvenuta tra il 2011 e il 2013; ciò che rimane da chiarire è chi sia responsabile. Shell ha sempre sostenuto di non essere responsabile, attribuendo il danno al furto di petrolio.
Il futuro della comunità di Bille e il processo legale contro Shell
Il processo legale contro Shell PLC da parte delle comunità del Delta del Niger è previsto per l’inizio del 2027. I membri della comunità di Bille affermano di volere che Shell pulisca l’inquinamento e compensi per ciò che è stato perso. “In Billeland, la terra è fondamentale perché ci è stata data dai nostri antenati,” ha dichiarato Igolima-Dappa. “È essenziale un’immediata pulizia, e poi devono compensare in qualunque modo.”
Per ulteriori informazioni, si possono consultare le seguenti fonti ufficiali:
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