SuperAger: come mantengono la mente lucida fino agli 80 anni senza geni.

SuperAger: come mantengono la mente lucida fino agli 80 anni senza geni.

SuperAger: come mantengono la mente lucida fino agli 80 anni senza geni.

Importanza dello stile di vita per la lucidità mentale nell’invecchiamento

Secondo diverse ricerche in ambito psicologico e neuroscientifico, mantenere una buona lucidità mentale fino agli 80 anni non dipende esclusivamente dalla genetica. Sebbene i fattori genetici abbiano un ruolo importante, uno stile di vita caratterizzato da stimolazione cognitiva, relazioni sociali significative e apprendimento continuo sembra essere associato a un migliore mantenimento delle capacità cognitive nel corso dell’invecchiamento.

Il ruolo dei SuperAger nello studio della salute cognitiva

Alcune persone di età superiore agli 80 anni mantengono capacità mnemoniche paragonabili a quelle di adulti molto più giovani. Questi individui vengono spesso indicati nella ricerca come SuperAger. Un gruppo di ricerca della Northwestern University studia da anni queste persone attraverso valutazioni cognitive periodiche e, in alcuni casi, analisi del cervello dopo la morte.

Le abitudini di vita dei SuperAger non risultano però necessariamente identiche, non tutti seguono una dieta particolarmente sana, praticano attività fisica regolare o evitano completamente comportamenti considerati rischiosi. Un elemento che sembra invece ricorrere con maggiore frequenza riguarda la qualità delle relazioni sociali.

I SuperAger tendono infatti a riferire una maggiore presenza di rapporti caratterizzati da fiducia e vicinanza. Le loro giornate risultano spesso ricche di attività sociali, volontariato, corsi e altri impegni che richiedono partecipazione e interazione con altre persone.

Questo tipo di osservazione non dimostra che una determinata abitudine possa impedire il declino cognitivo, ma la presenza ricorrente di questi elementi in persone che mantengono elevate capacità cognitive rappresenta un’importante area di interesse per la ricerca.

Attività nuove e impegnative per mantenere il cervello attivo

Non tutte le attività che stimolano il cervello producono gli stessi effetti. La difficoltà e la novità dell’attività sembrano giocare un ruolo importante.

Nel Synapse Project, la psicologa Denise Park ha studiato gli effetti dell’apprendimento di nuove competenze in persone anziane. I partecipanti hanno dedicato tempo a attività impegnative, come la fotografia digitale e il patchwork con macchine da cucire programmabili. Risultati hanno mostrato un miglioramento della memoria episodica, coinvolta nella capacità di ricordare eventi ed esperienze personali.

Questo suggerisce che per mantenere il cervello attivo non sia sufficiente ripetere attività già conosciute, ma introdurre compiti che richiedano apprendimento, adattamento e uno sforzo cognitivo reale.

Un’attività è produttiva quando richiede di costruire nuove competenze e affrontare situazioni non familiari, mentre un’attività prevalentemente ricettiva utilizza soprattutto conoscenze già consolidate.

Le relazioni sociali rappresentano un fattore importante associato alla salute cognitiva. L’isolamento sociale e la perdita dell’udito non trattata possono influire negativamente sul mantenimento delle capacità cognitive.

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