Sversamento di petrolio nel Golfo del Messico: Pemex riconosce le proprie responsabilità.
La risposta del governo e i dati preoccupanti
Il 25 marzo, Greenpeace ha utilizzato immagini satellitari per indicare che la fuoriuscita di petrolio potrebbe essere iniziata tra l’11 e il 17 febbraio al largo della costa di Campeche. Il governo, invece, ha attribuito l’evento a perdite naturali e a una nave operante lungo la costa di Tabasco. Il piano di emergenza locale è stato attivato il 14 marzo, mobilitando oltre 200 lavoratori per la bonifica delle spiagge contaminate.
A partire dal 30 marzo, oltre 825 tonnellate di rifiuti contaminati sono stati rimossi da 631 chilometri di costa. Solo il 16 aprile, Pemex ha finalmente ammesso la sua responsabilità, confermando la perdita dalla tubazione.
Arturo Serrano-Solis, un biologo marino dell’Università di Veracruz, ha espresso preoccupazione sul fatto che gli effetti a lungo termine dell’inquinamento potrebbero essere devastanti. “Se il governo non agisce in tempo, l’olio rimane e distrugge i produttori primari come alghe e fitoplancton,” ha avvertito.
