Tidal non paga royalties per la musica generata da intelligenza artificiale, ma non la vieta. (pagina 2)
Pubblicato il da Ignazio Aragona - Tecnologia
In un tentativo di dissuadere l’uso di strumenti generativi di AI che “sfruttano la musica, il nome o l’immagine di un individuo o di un gruppo, ingannano gli ascoltatori o diminuiscono la qualità del nostro servizio”, a partire da metà luglio Tidal rimuoverà o bloccherà anche la “musica generata dall’AI associata ad attività fraudolente”. Le attività in questione possono includere musica progettata per ingannare gli ascoltatori o interferire con artisti autentici, caricamenti ad alto volume o “attività di streaming insolita”.
La guida di Tidal si inserisce in un contesto in cui altri servizi di streaming hanno già affrontato l’afflusso di musica generata dall’AI con strumenti e politiche simili. Ad esempio, Spotify ha lanciato un nuovo programma di verifica nel mese di aprile, offrendo a alcuni artisti confermati come persone reali un segno di spunta verde e un badge “Verificato da Spotify” sui loro profili. Questo avviene mentre i profili che caricano principalmente contenuti generati da AI non sono eleggibili per questa distinzione.