UniCamillus guida il progetto Petra per garantire maggiore sicurezza nell’uso del plasma.
Progetto PETRA: L’Università UniCamillus in Prima Linea nella Trasfusione di Plasma
ROMA (ITALPRESS) – L’Università UniCamillus sta assumendo un ruolo fondamentale nel progetto di ricerca PETRA, acronimo di Programma strategico Educazionale per la Trasfusione Appropriata di Plasma. Questo progetto, finanziato dal Centro Nazionale Sangue, è parte del bando per il biennio 2024-2025 e avrà inizio nei primi mesi del 2026. UniCamillus è l’unico partner accademico di questo progetto, che è coordinato dall’ASST Valle Olona di Varese, creando così un network nazionale che coinvolge diverse aziende ospedaliere.
Obiettivi del Progetto PETRA per la Sicurezza dei Pazienti
Il ruolo di UniCamillus sarà cruciale nella definizione e sviluppo di percorsi formativi rivolti ai professionisti sanitari. PETRA si propone di analizzare in modo sistematico l’utilizzo del plasma negli ospedali italiani, al fine di minimizzare situazioni di uso inappropriato. Ricerche dimostrano che, in alcune circostanze, queste preziose risorse vengono somministrate anche al di là delle raccomandazioni specificate nelle Linee Guida, dove potrebbero essere utilizzate alternative terapeutiche più mirate e sicure.
Secondo il Professor Matteo Bolcato, Associato di Medicina Legale e docente all’Università UniCamillus, la disponibilità di plasma e dei suoi derivati in Italia è limitata, con una dipendenza da forniture estere. “Garantire un uso rigoroso e appropriato di questo emocomponente strategico è essenziale,” afferma Bolcato. Nonostante la sicurezza del plasma, è fondamentale riconoscerne i potenziali rischi per i pazienti.
Per soddisfare le esigenze di appropriatezza clinica e sicurezza, UniCamillus guiderà anche la sezione formativa del progetto. Questo impegno prevede la traduzione delle evidenze scientifiche in un pacchetto formativo destinato ai medici prescrittori. Il materiale educativo comprenderà linee di indirizzo, opuscoli informativi, webinar e programmi di aggiornamento continuo.
Impatto Sociale e Sostenibilità del Servizio Sanitario
Gianni Profita, Rettore UniCamillus, ha dichiarato che il progetto PETRA rappresenta una sfida nazionale cruciale. “Formare i medici all’uso appropriato del plasma non è solo una decisione clinica, ma un dovere etico per la tutela di una risorsa limitata, vitale anche per la produzione di farmaci plasmaderivati salvavita,” commenta Profita. Il fine ultimo è garantire la massima sicurezza ai pazienti, contribuendo a rafforzare la sostenibilità dell’intero sistema sanitario.
Il progetto ha l’ambizione di elaborare indicatori di appropriatezza nell’uso del plasma, partendo dai dati raccolti nei centri clinici. Saranno sviluppate modalità di monitoraggio e strutturazione della raccolta dati dei vari centri coinvolti, permettendo un’analisi più accurata sull’uso del plasma.
Questa iniziativa si inserisce in un contesto internazionale sempre più incentrato sulla sicurezza del paziente, sulla medicina personalizzata e sull’approccio “One Health”, in perfetta linea con le recenti normative europee riguardanti i prodotti di origine umana (SoHO). In tale scenario, l’appropriatezza trasfusionale è un nodo cruciale che implica non solo un’analisi clinica, ma anche considerazioni di tipo organizzativo e medico-legale.
La natura multicentrica e l’alto impatto del progetto sono garantiti dal coinvolgimento, oltre a UniCamillus e all’ASST Valle Olona, di importanti strutture ospedaliere nazionali come l’ASST Fatebenefratelli Sacco, l’Azienda USL di Bologna, il Policlinico di Bari e l’Azienda Ospedaliera Villa Sofia-Cervello di Palermo. Questo network cooperativo permetterà di affrontare con maggiore efficacia la questione dell’uso appropriato del plasma e dei suoi derivati.
In sintesi, il progetto PETRA non solo mira a migliorare la sicurezza dell’uso del plasma negli ospedali italiani, ma prepara anche un terreno fertile per l’educazione e la crescita professionale dei medici, contribuendo così al benessere dei pazienti e alla sostenibilità del servizio sanitario nazionale.
Fonti ufficiali: Università UniCamillus, Centro Nazionale Sangue, ASST Valle Olona.
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