Università: accesso per geometri, tecnici industriali, agrari e nautici grazie alla legge di Bosco.
L’importanza della legge Bosco del 1961
L’estate di 65 anni fa segnò una svolta significativa nell’accesso all’istruzione superiore in Italia. Il 21 luglio 1961, il ministro Giacinto Bosco, allora poco noto al grande pubblico, ottenne l’approvazione della legge 685 da parte del Parlamento. Questo provvedimento rivoluzionò la tradizionale esclusività dell’accesso alle facoltà universitarie, fino ad allora riservato principalmente ai diplomati delle scuole secondarie classiche e scientifiche. La legge Bosco riconobbe il diritto di iscrizione a specifiche facoltà universitarie anche ai diplomati degli istituti tecnici, in consonanza con il percorso di studi effettuato.
Il cambiamento risultò particolarmente significativo per la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali. Per la prima volta, fu consentita l’iscrizione non solo ai diplomati dei licei, ma anche agli studenti provenienti da istituti come quelli industriali, agrari, nautici e per geometri. Questa evoluzione culminò nel 1962 con la definizione di un nuovo ordinamento accademico (D.P.R. 9 marzo 1962, n. 267), garantendo l’accesso a corsi di laurea in Matematica, Fisica, Chimica, Scienze Naturali, Scienze Geologiche e Scienze Biologiche.
La legge Bosco non riguarda soltanto l’accesso ai corsi di laurea. Essa rappresenta un momento cruciale per riconoscere e valorizzare la preparazione scientifica e tecnica degli studenti provenienti dagli istituti tecnici. Migliaia di giovani che fino ad allora si erano visti limitati nelle loro scelte di formazione superiore ora potevano aspirare a una carriera accademica, ampliando notevolmente le loro opportunità professionali e contribuendo a una maggiore diversità nel panorama universitario.
