Vinod Rishi ha creato spazi sicuri per il movimento degli elefanti in India.
Rishi è deceduto a Dehradun il 29 luglio e ha ricoperto posizioni di alto livello nell’amministrazione della fauna selvatica indiana, tra cui direttore aggiunto generale della foresta per la fauna selvatica e direttore dell’Accademia Nazionale Forestale Indira Gandhi. Nei suoi 38 anni di servizio nella Forestale Indiana, ha lavorato in diverse riserve e parchi, come i Sundarbans e il Parco Nazionale di Buxa.
Nato a Jalandhar, Punjab, Rishi si è laureato in ingegneria presso l’Indian Institute of Technology di Delhi nel 1968 e si è unito al servizio forestale l’anno successivo. La sua formazione ingegneristica ha indubbiamente influito sul suo approccio alla conservazione, caratterizzato da un’attenzione meticolosa ai metodi e all’efficacia delle piani sul campo.
Impegno nella Conservazione della Fauna Selvatica
La carriera precoce di Rishi in West Bengal lo ha portato a confrontarsi con tigri, rinoceronti ed elefanti, scoprendo anche i problemi amministrativi che circondano questi animali. Allo zoo di Darjeeling, ha studiato la biologia animale da vicino, un’esperienza che ha arricchito il suo lavoro sulla riproduzione in cattività dei leopardi delle nevi e sulla conservazione dei panda rossi in Singalila. Nei Sundarbans, ha affrontato il conflitto tra l’uomo e le tigri.
Quando i giornali riportarono che un leopardo aveva creato allarmismo in un villaggio, Rishi si recò di persona sul posto. Dopo aver osservato, scoprì che la presenza dell’animale non arrecava scompiglio tra i residenti. I veri problemi, come indicò, erano gli incendi, la perdita di habitat e l’urbanizzazione. Questo occhio critico lo accompagnò anche nei dibattiti sui censimenti delle tigri: sebbene riconoscesse il valore dei metodi statistici, sosteneva che i risultati dovessero essere confrontati con le condizioni reali sul campo.
