Waymo presenta un benchmark avanzato per confrontare robotaxi e conducenti umani.

Waymo presenta un benchmark avanzato per confrontare robotaxi e conducenti umani.

L’importanza del nuovo modello per la sicurezza stradale

La creazione di un modello più preciso del comportamento di guida umano è essenziale per le aziende che operano nel settore dei veicoli autonomi, poiché queste devono comprendere e valutare le prestazioni dei loro robotaxi in caso di incidenti. Al momento, Waymo sta espandendo la sua flotta in diverse città e sta affrontando un’attenzione crescente da parte dei regolatori e del pubblico.

Recentemente, un incidente ha coinvolto un robotaxi di Waymo che ha colpito un bambino vicino a una scuola a Santa Monica, in California. In quell’occasione, l’azienda ha fatto affidamento sul precedente modello computazionale per affermare che un guidatore attento avrebbe colpito il bambino a una velocità di circa 14 miglia orarie. Il veicolo Waymo ha impattato il bambino a soli 6 miglia orarie, dopo aver decelerato da 17 miglia orarie, e la società ha dichiarato che il bambino ha riportato solo ferite lievi. L’incidente è attualmente oggetto di indagine da parte della National Highway Traffic Safety Administration e della National Transportation Safety Board.

Innovazione nella simulazione del comportamento umano

La maggiore differenza tra il nuovo modello di Waymo e quello precedente è la capacità di riprodurre il comportamento di un guidatore umano nel momento che precede un incidente. In passato, i modelli di Waymo e di altre aziende si concentravano principalmente sulla replicazione di manovre umane “reattive” nell’ultimo secondo, ma con il “Reference Driver” questo approccio ha subito un cambiamento significativo.

Arkady Zgonnikov, professore associato alla TU Delft, ha dichiarato che il nuovo modello può “simulare il ‘sorpresa’ interna che un guidatore prova durante un conflitto, fornendo un benchmark più simile a quello di un essere umano per i sistemi di guida autonoma, un aspetto finora impossibile da automatizzare su larga scala”.


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