Waymo presenta un benchmark avanzato per confrontare robotaxi e conducenti umani.
Waymo introduce un modello innovativo per studiare il comportamento di guida umano
Waymo, la società di robotaxi di Alphabet, ha sviluppato un nuovo modello computazionale che mira a rispondere a una domanda fondamentale: in che modo il suo software di guida autonoma si confronta con la capacità di guida umana? Questo progetto è stato avviato in collaborazione con l’Università Tecnica di Delft (TU Delft) e i risultati sono stati pubblicati mercoledì nella rivista Nature Communications.
Un salto di qualità nella simulazione della guida umana
Waymo ha dichiarato che il nuovo modello supera di gran lunga le versioni precedenti utilizzate negli ultimi anni. Questo nuovo strumento è stato creato utilizzando un approccio chiamato “inference attiva”, che si basa sull’idea che un conducente stia costantemente immaginando possibili futuri e agendo per raggiungere quello più sicuro e prevedibile. Questa metodica è fondamentale per comprendere come i conducenti umani reagiscono in situazioni di collisione, emulando scenari che i robotaxi di Waymo potrebbero dover affrontare nel mondo reale.
Waymo ha evidenziato che l’industria automobilistica ha a lungo utilizzato manichini fisici e virtuali per valutare la sicurezza dei veicoli, inclusi hardware e robustezza strutturale. Con il nuovo modello, che Waymo ha definito “Reference Driver”, si evolve questo concetto, offrendo un benchmark comportamentale per i sistemi di guida autonoma che possa realisticamente rappresentare le aspettative su come un guidatore umano responsabile e competente reagisce a conflitti nel traffico.
