Widow’s Bay: un capolavoro unico nel panorama dell’horror dell’anno.
Il genere horror sta vivendo un momento di grande effervescenza. Nel 2026, questo genere è particolarmente ben rappresentato: nuovi talenti conquistano il botteghino con film come Backrooms e Obsession, nomi affermati come Sam Raimi e Damian McCarthy sono ai vertici della loro carriera, e le franchise storiche come 28 Years Later e Resident Evil mantengono la loro rilevanza. Ma l’opera più impressionante del genere horror di quest’anno potrebbe trovarsi nel mondo della commedia seriale: Widow’s Bay, una serie che riesce a bilanciare efficacemente paura e risate, fungendo anche da omaggio affettuoso al genere. È un’accoppiata che di solito non funziona, il che rende lo show così straordinario.
La trama di Widow’s Bay
Widow’s Bay ha appena concluso la sua prima stagione, di cui è già stata confermata una seconda. La trama inizia in modo apparentemente derivativo: ambientata su un’isola isolata nel New England, dove il passato torbido dei locali è legato a una maledizione. Nel primo episodio, una fitta nebbia invade il villaggio, suggerendo che un potente male stia riemergendo. Le comparazioni con Stephen King non tardano ad arrivare.
Tuttavia, ben presto emerge il marchio distintivo di horror e commedia di Widow’s Bay. La serie ruota attorno al sindaco dell’isola, Tom (Matthew Rhys), che ha un’ambizione mal riposta di trasformare Widow’s Bay in una meta turistica da far invidia a Martha’s Vineyard e Cape Cod. Questo ovviamente è in contrasto con la leggenda della maledizione. La nebbia in arrivo è solo il primo segnale che le cose non andranno a buon fine per i suoi piani, ma Tom ignora apertamente i segnali.
