Grazia Perché non puoi aspettare

L’ospite della settimana: Enza Reina

india

Enza Reina (La Rejna) ha un passato da project manager nell’ambito di progetti europei tra nordafrica e medioriente, la residenza illuminante a “casa” di un Artista lungimirante e un presente da community e content manager.

Attualmente vive pericolosamente sulla tratta dei Frecciarossa tra Torino e Milano, è seriamente web addicted e abbastanza entusiasta per vocazione, non potrebbe sopravvivere per lunghi periodi offline.

Ha mosso i suoi primi passi in Rete a suon di flame sui forum di kataweb e dal 2006 gestisce il suo blog personale iorejna.blogspot.com. La potete trovare anche su spaceonsail.wordpress.com. È appassionata di musica indie e arte contemporanea e al posto di pagarsi un analista, non appena riesce, viaggia.

Per noi di Grazia Blog racconterà del suo ultimo passaggio in India.

Lavori in corso

Se riscontrate problemi al blog è perché lo stiamo aggiornando.

backsoon

Torniamo subito!

Godiamoci il SOLE e faremo un favore anche alla nostra salute

Ora che molti di noi stanno partendo per le vacanze è il caso di liberare la parola “sole” da ogni ombra di ansia. Ricordiamoci innanzitutto che il sole fa bene e che è un grande amico dei bambini. Quello che conta è la misura: brevi, ma costanti, esposizioni sono salutari. La luce solare, infatti, permette all’organismo di effettuare la sintesi della vitamina D, indispensabile per fissare il calcio nelle ossa, quindi importante durante la crescita.

Oggi, poi, sappiamo che, con il passare degli anni, la vitamina D contribuisce a tenere lontane molte malattie del sistema immunitario (come il diabete giovanile, la sclerosi multipla e l’artrite) e anche alcuni tipi di tumore. Senza contare l’effetto benefico che la luce naturale ha sulla nostra psiche e il nostro umore. Godiamoci quindi il sole, insieme ai nostri bambini, tenendo presente che l’importante è evitare le esposizioni violente.

Non sarà necessario ricorrere a complicati rimedi, basta il buonsenso: evitare tanto sole tutto in una volta su una pelle non abbronzata. È meglio un’esposizione graduale e continua. Inoltre, oggi, disponiamo di creme solari che filtrano le radiazioni e che sono dosate in rapporto all’intensità protettiva, per cui si può iniziare con quelle ad alta protezione e, poi, passare a quelle più leggere.
¶ Leggi il resto…

In 50 anni di GIORNALISMO ho imparato che non raccontiamo solo i fatti, ma la vita stessa

Da piccolo volevo fare il falegname, poi il medico.

A 15 anni giocavo al Circolo del tennis a L’Aquila, quando un amico più grande mi disse: «Vuoi scrivere per me?». Stava rimettendo in piedi un vecchio giornale dialettale, Ju raschiu, il graffio. «Ma io non so scrivere in dialetto», obiettai. «Non fa niente. Scrivi quello che vuoi». Guardai i nomi delle strade del centro storico (quello che il terremoto s’è portato via) e raccontai le vite degli aquilani illustri che nei secoli gli avevano dato il nome.

Pezzi indigeribili. Al mio amico, tuttavia, andavano bene e, l’anno dopo, mi portò nella redazione aquilana di un importante giornale romano, Il Tempo. Cominciai con un pezzo di tennis, la mia passione, poi ancora antichi aquilani, poi il resto. Era il luglio del 1960, cinquant’anni fa. Avevo 16 anni, facevo la prima liceo classico.

Il professore d’italiano cominciò a perseguitarmi, gli altri, per fortuna, mi furono vicini. A Natale presi il mio primo stipendio: 5.000 lire. Ricordo ancora il cassiere di banca - panciotto e gemelli - che mi cambiava l’assegno con la solennità di chi contava gli smeraldi del tesoro ottomano. A 18 anni facevo la nota politica, ma non avevo l’età per votare. Alla stessa età cominciai le collaborazioni con la Rai.
¶ Leggi il resto…

Facebook: ovvero De sfrondamentum in FEISBÜCH

Allora, 15 categorie da eliminare dai vostri contatti di Feisbüch, in ordine crescente d’importanza (un po’ alla Letterman):

15. Quelli che nel loro status fanno propaganda religiosa;

14. Quelli che scrivono uno status triste per attirare l’attenzione e farsi chiedere “Cos’hai? Cosa c’è che non va?”;

13. Quelli che ti chiedono l’amicizia solo perché vogliono diventare amici di un Vip che hai tra le amicizie;

12. Quelli che non scrivono niente, non commentano niente, ma fanno solo i test;

11. Quelli che ti contattano per offerte di lavoro;

10. Quelli che tutte le mattine nel proprio status mettono un aforisma o il verso di una poesia;

9. Quelli che chattano attraverso i commenti;

8. Quelli che chattano di fatti loro attraverso i TUOI commenti;

7. Quelli che aggiungono solo foto dei figli;

6. Quelli che come foto del profilo mettono qualcosa di simbolico;

5. Quelli che nella foto del profilo mettono la foto di quando erano piccoli;

4. Quelli che nella foto del profilo si mettono con marito/moglie/figli;

3. Quelli che indicano come fratelli/sorelle i loro amici più cari per dimostrare loro che sono gli amici più cari;

2. Quelli che ti fanno gli auguri di compleanno solo via Feisbüch perché diversamente non se lo ricorderebbero (per stanarli, mettere rigorosamente una falsa data di compleanno: se ti fanno gli auguri, non sono tuoi amici);

1. Quelli che ti taggano nelle foto di fiori.

I luoghi comuni dei comici

A tutti piace ridere (tranne che a Dracula, ma tanto non esiste). E tutti guardiamo programmi comici come “Zelig” o compriamo libri di battute.

I temi su cui far ridere, però, cominciano a essere sempre gli stessi:

COMICO UOMO CHE SE LA PRENDE CON LE DONNE PERCHÉ NOI:

· Non sappiamo parcheggiare;
· Ci mettiamo ore in bagno;
· Usiamo il Silk-épil;
· Abbiamo gli sbalzi d’umore col mestruo;
· Compriamo solo borse e scarpe;
· Quando dobbiamo uscire ci mettiamo 3 ore perché non sappiamo cosa indossare;
· Vogliamo sempre andare all’Ikea;
· Abbiamo una madre che viene sempre a casa a rompere le scatole.

Risultato: gli uomini sono poveri martiri.

COMICA DONNA CHE SE LA PRENDE CON GLI UOMINI PERCHÉ LORO:

· Guardano solo sport in tv;
· Quando fanno l’amore non amano i preliminari;
· Non abbassano la tavoletta del water;
· Comprano solo orologi e auto;
· Non vogliono mai venire all’Ikea;
· Non capiscono nostra madre.

Risultato: le donne sono delle sante.
¶ Leggi il resto…

Donne, abbiamo un problema in più: i MASCHI incapaci di gestire un addio

“Il matrimonio è la tomba dell’amore”, dicono i cinici. Per troppe femmine, però, è sempre di più tomba e basta. Il pericolo mortale non risiede solo nelle coppie sposate,
ma anche in quelle di fatto, nei fidanzamenti, negli amoreggiamenti e nei meri approcci virtuali via internet. Nove vite femminili sono state stroncate con violenze da film dell’orrore in una manciata di giorni d’estate e non sembra il solito escamotage giornalistico (la cronaca nera tira) per titillare i vacanzieri oziosi.

Si sa che circa l’80-90 per cento delle donne morte ammazzate è stato massacrato dal compagno di vita o da maschi a loro vicini. Per questo la polizia, per prima cosa, indaga su mariti, morosi e congiunti stretti di femmine morte per cause non naturali. I cosiddetti delitti d’onore, o passionali, erano reati commessi nel nostro Paese per lo più da immigrati. Sono tornati delitti italiani e sono spesso cruenti in maniera grandguignolesca, rappresaglie di maschi incapaci di accettare l’abbandono. I più caritatevoli (si fa per dire) abbattono l’amata con armi da fuoco. Altri non disdegnano la soluzione splatter, con armi da taglio: coltello, ascia, pugnale.

Altri ancora gettano benzina o kerosene sulla fuggitiva e appiccano il fuoco. Nei casi in cui non vi sia un’arma a disposizione, strangolano chi ha osato rifiutarli con le loro stesse mani. Le ultime vittime - prima di andare in stampa (nel frattempo, chissà…) - sono: l’operaia 30enne di Bari, uccisa a sprangate da un tizio conosciuto su Facebook che non aveva mai visto se non chattando, e la 16enne di Mestre, freddata dal fidanzato e vicino di casa appena laureato in Scienze naturali. Nel primo caso, Domenico Iania, 50enne, calabrese d’origine, ha attraversato la penisola in auto (partiva dalla Val d’Arda, nel Piacentino) per intercettare Chiara Brandonisio mentre andava al lavoro in bicicletta: l’ha buttata giù e l’ha massacrata con una spranga portata da casa.

¶ Leggi il resto…

Matilde Borromeo: sono una contessa che alleva mucche

Matilde Borromeo
ph. Kika Press

Delle sorelle Borromeo, Matilde è la più schiva. Teme i giornalisti “cattivi” e lavora nella fattoria di famiglia. Ma ama anche la moda “Deve vestire noi donne comuni”.

L’intervista è a cura di Marina Speich.

Di cosa si occupa adesso?

Audio clip: Adobe Flash Player (version 6 or above) is required to play this audio clip. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

L’intervista completa la trovi su Grazia in edicola questa settimana.

Come ti stano il vero snob parte II

(attenzione: questo post presenta contenuti non adatti a persone dotate di scarso senso dell’umorismo)

Ci eravamo lasciati alla ragazza che voleva diventare Presidente della Repubblica pur non sapendo dove sono le Marmore, ma talmente convinta delle sue possibilità da venirlo a dire a “Chi vuol essere Milionario”. Altri esempi di gente che si vende per quello che non è? Segue elenco.

1. - Qual è l’ultimo libro che ha letto?
- Angeli e demoni, quello con Tom Hanks che gira per Roma per non far uccidere i cardinali.

- Libro, libro, ho detto libro!
- Ah scusi, avevo capito film. Allora Il Codice da Vinci, quello con Tom Hanks che cerca Leonardo da Vinci;

2. - Lei viaggia? Dove è stato?
- Mah, mi organizzo le vacanze da solo perché non mi piacciono i villaggi, i gruppi di italiani all’estero che si fanno sempre compatire… Vado su Internet e mi studio gli itinerari in base ai monumenti, gli scavi archeologici, le cose di interesse culturale.

- Ah, e l’ultima meta?
- Egitto.
- Bello! Ha visto Karnak?
- No… non direi. Ma eravamo tanti, magari lo conosco di vista ma non di nome;

3. - Senta, se Le dico “25 aprile 1945” quale fatto storico importantissimo Le viene in mente?
- Ma guardi, non lo so perché non ero ancora nato.

E così via. Questo per dire che nei casting per i quiz come nella vita non è necessario mostrare quello che non si è, tanto c’è sempre qualcuno che ti stana.

Le persone che fingono la cultura che non hanno io li chiamo “I veri snob”: perché si credono ignoranti, pensano che sarebbe meglio acculturarsi, pensano anche di sapere esattamente i temi/programmi/libri/film che sarebbe buono capire/vedere/leggere, ma scelgono di non farlo. Poi, però, se ne vergognano. Pensano che guardare una partita di calcio sia riprovevole o che valga meno di un libro di Dan Brown; pensano che viaggiare sia meglio che starsene a casa a fare un giro in bicicletta nel quartiere; pensano che dire Report faccia figo ma Grande Fratello faccia low-profile; pensano che essere fan di Uomini e donne non sia una cosa da dire in pubblico. Meglio fare i fighi con quello che si ritiene che un intellettuale ritenga faccia figo.

Basta.

Chissenefrega.
¶ Leggi il resto…

Se vi sentite sempre INADEGUATE la colpa è nostra (e di vostra madre)

Lo scherzo più maligno che i maschi hanno fatto alle femmine è stato inoculare in loro un veleno sottile, una sensazione di inadeguatezza, di inferiorità, e spingerle di conseguenza a essere così competitive fra loro. I maschi, dico? No, questo cattivo lavoro lo fanno anche le madri, le amiche. Quante volte le ho viste all’opera, fin da quando ero un bambino! In un mio romanzo, uscito due anni fa, avevo intenzione di erigere un monumento a tutto ciò che mi piace delle donne.

La protagonista, Irene, è una 30enne che nella sua vita ha affrontato prove terribili, e che nel corso della narrazione si trova al centro di un intrico di relazioni pericolose, fra un marito ambiguo, un amante enigmatico e violento, e un misterioso persecutore. Nodi sanguinosi stretti molti anni prima stanno per arrivare al pettine, e un senso di minaccia da più fronti pesa su Irene. Lei, però, affronta i fantasmi del passato e i pericoli del presente con tutte le qualità che ho sempre visto nelle donne che ammiro: leggerezza, creatività, uno sguardo spietato su se stessa e sul mondo, ottimismo, un senso profondo sia della parola sia del corpo.

Irene ha studiato Psicologia, ma ha buttato alle ortiche i libri per approcciare la vita basandosi sull’intuizione radicale che ogni nostro atto è regolato da una legge fondamentale, il mix di Paura e Desiderio, e con questo criterio analizza al primo colpo d’occhio ogni situazione e fa le scelte giuste. Risultato: i maschi che hanno letto il romanzo si sono innamorati di Irene, come me; una recensione è uscita addirittura con il titolo “Tutti pazzi per Irene”. E le lettrici? Qui la sorpresa.
¶ Leggi il resto…

 Page 1 of 413  1  2  3  4  5 » ...  Last »