19.000 piramidi di sabbia all’anno: allerta sullo sfruttamento insostenibile delle risorse.

19.000 piramidi di sabbia all’anno: allerta sullo sfruttamento insostenibile delle risorse.

In Asia continentale, l’estrazione di sabbia nel fiume Mekong, in particolare in Cambogia e Vietnam, ha approfondito il letto del fiume e ridotto i flussi durante la stagione delle piogge nel lago Tonle Sap. Questo compromette la regolazione stagionale dei flussi a valle verso il delta in Vietnam. Le comunità che vivono lungo il fiume e nel delta affrontano il rischio di collasso delle rive, perdita di proprietà e un aumento delle alluvioni e della salinità, minacciando le loro attività di pesca e agricolo.

Secondo il rapporto dell’UNEP, gli impatti dell’erosione dei fiumi e dei delta in Vietnam sono aggravati dall’innalzamento del livello del mare. Le autorità hanno quindi avviato progetti per proteggere le coste e le rive. Purtroppo, queste opere infrastrutturali aumentano ulteriormente la domanda di sabbia, pietre e ghiaia, portando a una maggiore estrazione.

Un futuro sostenibile per la sabbia

Mantenere la sabbia nel suo ambiente naturale potrebbe rappresentare un’opzione economica più vantaggiosa a lungo termine, specialmente in luoghi dove la sabbia fornisce servizi ecosistemici fondamentali. Il rapporto UNEP sottolinea che la sabbia è più di una semplice risorsa: è un patrimonio naturale strategico, indispensabile sia per la prosperità umana che per la salute del pianeta.

Nonostante la crescente consapevolezza degli effetti dell’estrazione insostenibile di sabbia, la governance delle risorse sabbiose rimane frammentata e poco è stato fatto per migliorare le pratiche di estrazione. L’estrazione è spesso guidata da logiche a breve termine, a scapito dei costi ambientali e sociali a lungo termine.


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