Sanzioni per aggressioni a docenti: reclusione da 2 a 5 anni prevista per chi autori di lesioni.
Aumentano le misure di protezione per le categorie professionali a rischio di aggressione nel contesto del decreto Sicurezza 2026, introdotto dal Governo Meloni. Le sanzioni più severe, inizialmente riservate solo agli insegnanti, dirigenti scolastici e operatori sanitari, ora si estendono a capotreni, personale di bordo e arbitri di eventi sportivi. Questa espansione delle tutele è sancita dall’articolo 11 del decreto, che modifica l’articolo 583-quater del codice penale, attualmente in fase di approvazione finale da parte della Ragioneria di Stato.
La Ragioneria di Stato ha effettuato una valutazione delle risorse necessarie per l’aumento degli organici delle forze di polizia, ritenuto imprescindibile per gestire situazioni di tumulto durante manifestazioni pubbliche.
Un ampliamento necessario delle categorie protette
Il recente documento del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) include le modifiche relative alle lesioni personali inflitte a certe professioni. Saranno considerati reati aggravati nel caso di aggressioni a pubblici ufficiali, insegnanti, personale sanitario, nonché a chi opera nel trasporto ferroviario o come arbitro negli eventi sportivi. Questo passo rappresenta un importante riconoscimento del sacrificio di queste figure professionali, sempre più spesso oggetto di violenza.
In particolare, la nuova normativa prevede pene più severe per chi commette atti violenti, che vanno da un minimo di 2 anni di reclusione a punizioni che possono arrivare a 16 anni nei casi di lesioni gravi. Inoltre, si prevede un meccanismo di ammonimento per i minorenni autori di violenze.
