Iran, Cuzzelli: Possibile cambio ai vertici, non un regime change.
Attacco Israelo-Stunitense all’Iran: Analisi di Giorgio Cuzzelli
di Lucia Rotta
ROMA (ITALPRESS) – Il recente attacco coordinato da Israele e Stati Uniti contro l’Iran solleva interrogativi cruciali sulla previsione di lobby geopolitica nella regione. Secondo Giorgio Cuzzelli, docente di Sicurezza e Studi Strategici all’Università Lumsa di Roma, l’obiettivo primario di questi attacchi è indebolire il regime iraniano e favorire un cambio di rotta, senza necessariamente mirare a un vero e proprio cambio di regime.
L’obiettivo dell’attacco
Cuzzelli ha delineato la strategia dietro queste operazioni belliche: “Il fine è indurre la leadership iraniana a considerare negoziati più favorevoli. L’attuale strumento militare, prevalentemente aeronavale, non è adatto per un impegno a lungo termine o risolutivo. Per raggiungere questo traguardo, sarebbero necessarie truppe di terra, opzione che né gli Stati Uniti né altri attori stanno considerando.”
Il docente ha anche accennato alla possibilità che esistano già trattative segrete tra parti della leadership iraniana, pronte a esprimere un’orientamento diverso nella politica del Paese. “La situazione va monitorata per valutare quanto l’azione di attacco possa minare effettivamente il regime,” ha aggiunto Cuzzelli.
L’efficacia degli attacchi
Attualmente, l’azione bellica sembra ottenere risultati tangibili. “Gli attacchi finora stanno funzionando,” ha affermato l’esperto. Cuzzelli prevede una durata dell’intensificazione degli attacchi che potrebbe estendersi da una settimana a dieci giorni, considerando che il regime iraniano è già significativamente indebolito.
La teocrazia iraniana, come ha spiegato Cuzzelli, ha sviluppato un sistema di difesa “a distanza”, basato su tre principi fondamentali per garantire sicurezza oltre i confini nazionali:
Capacità nucleare: Si prevede che questa ambizione non verrà mai realizzata.
Arsenale a lungo raggio: Comprende missili e droni. Sebbene siano stati utilizzati, la quantità non è paragonabile a quella esibita durante la guerra di giugno, a causa della preparazione straordinaria in tema di difesa aerea da parte di USA e Israele.
Uso di proxy e agenti di prossimità: Questi rappresentanti avevano l’obiettivo di colpire nemici distanti. Tuttavia, anche qui i risultati sono scarsi. Hezbollah è stato considerevolmente neutralizzato grazie a una serie di attacchi preventivi condotti da Israele nel sud del Libano. Hamas, d’altra parte, sta affrontando un forte dissenso interno, ridotto a una lotta disperata per la propria esistenza. Infine, i ribelli Houthi non possiedono le risorse necessarie per bloccare sul lungo periodo lo strategico stretto di Hormuz.
L’effetto a lungo termine
L’analisi di Cuzzelli suggerisce che, se gli attacchi americani e israeliani continueranno a indebolire ulteriormente il regime iraniano, le conseguenze potrebbero alterare l’equilibrio di potere nel Medio Oriente. Il docente indica che l’efficacia della strategia militare attuale si misura non solo in termini di risultati immediati, ma anche dell’impatto a lungo termine sulle dinamiche politiche interne e regionali.
“L’equazione è complessa, richiede un attento monitoraggio degli eventi in corso,” ha concluso Cuzzelli, mettendo in evidenza l’importanza del contesto geopolitico attuale e dei rapporti di forza in evoluzione.
Fonti ufficiali
Per ulteriori approfondimenti, è possibile consultare analisi di organizzazioni internazionali e rapporti di esperti in materia di sicurezza come:
- International Crisis Group
- Institute for National Security Studies (INSS)
- Center for Strategic and International Studies (CSIS)
Queste fonti offrono visioni dettagliate e aggiornate sulla situazione attuale nel Medio Oriente e sull’analisi dei conflitti in corso.
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