Aggressioni ai sanitari: nel 2025 previste 18mila incidenti. Schillaci parla di fenomeno inaccettabile.

Aggressioni ai sanitari: nel 2025 previste 18mila incidenti. Schillaci parla di fenomeno inaccettabile.

Aggressioni ai sanitari: nel 2025 previste 18mila incidenti. Schillaci parla di fenomeno inaccettabile.

Allarmante Aumento delle Aggressioni agli Operatori Sanitari in Italia

Nel 2025, il numero di aggressioni a carico di operatori sanitari e sociosanitari ha raggiunto quasi 18.000 episodi, coinvolgendo oltre 23.000 professionisti del settore. Questi dati sono emersi dalla Relazione annuale dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie, pubblicata sul sito del Ministero della Salute. L’occasione dell’annuncio coincide con la Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari, celebrata il 12 marzo.

Secondo il rapporto, le segnalazioni di aggressioni mostrano una leggera flessione rispetto al 2024, quando erano stati registrati 18.392 casi. Tuttavia, il numero totale degli aggrediti è cresciuto, passando da circa 22.000 nel 2024 a oltre 23.000 nel 2025, dimostrando una preoccupante tendenza all’aumento della violenza nel settore sanitario.

Misure di Sicurezza e Responsabilità Istituzionale

“Oggi più che mai, la sicurezza di chi si prende cura della nostra salute è una priorità assoluta”, ha affermato il Ministro della Salute, Orazio Schillaci. “Le aggressioni contro gli operatori sanitari sono inaccettabili. Stiamo intervenendo con fermezza: abbiamo inasprito le pene per gli aggressori, comprese sanzioni di arresto in flagranza differita. Le misure di prevenzione della violenza nel personale sanitario devono essere costantemente rafforzate”.

Le aggressioni avvengono principalmente in ospedali e pronto soccorso, dove il 69% degli episodi è di natura verbale, contro il 25% fisico e il 6% contro la proprietà. È importante rilevare che il sesso femminile è maggiormente colpito, con una percentuale che supera il 60% nella maggior parte delle regioni italiane. Il personale infermieristico risulta essere il più colpito dalle aggressioni, rappresentando il 55% del totale, seguito dai medici (16%) e dagli operatori socio-sanitari (11%).

Il documento mette in evidenza che il 12% delle segnalazioni riguarda professioni non sanitarie, come dipendenti nei front office e vigilanti. Le misure per garantire la sicurezza nei luoghi di cura sono state potenziate, attraverso l’aggiornamento della Raccomandazione ministeriale n. 8, che ora include anche operatori coinvolti nelle attività ausiliarie e nei servizi di supporto.

Rafforzamento della Cultura della Segnalazione

Tra le nuove indicazioni, è fondamentale introdurre azioni per migliorare la cultura della segnalazione degli episodi di violenza e analizzare i contesti lavorativi per identificare fattori di rischio. Esistono misure organizzative e preventive da implementare nelle strutture sanitarie, compresa la presa in carico psicologica del dipendente aggredito e l’organizzazione di eventi formativi per sensibilizzare sull’importanza della segnalazione.

L’aggiornamento della Raccomandazione richiama anche a norme recenti che prevedono l’eventuale istituzione di presidi di polizia presso le strutture sanitarie, facilitando la cooperazione con le Forze di Polizia per identificare strategie di prevenzione. Tra le raccomandazioni più significative, si suggerisce la dotazione di impianti di sicurezza, come pulsanti antipanico e sistemi di videosorveglianza h24, rispettando sempre la privacy dei pazienti.

Inoltre, si evidenzia l’importanza di ridurre i fattori di stress per gli operatori, suggerendo l’allestimento di sale d’accoglienza confortevoli e l’installazione di sistemi di allerta per informare i pazienti su eventuali situazioni di sovraffollamento. È prevista anche l’uso di segnali informativi che sottolineano la gravità degli atti di violenza, rendendo chiaro che costituiscono un reato.

Recenti studi confermano che la cultura della segnalazione di episodi di violenza è in crescita, dimostrando una maggiore consapevolezza tra gli operatori sanitari riguardo alla necessità di proteggersi e di proteggere i propri colleghi. Con l’impegno delle istituzioni e l’attuazione efficace delle raccomandazioni, si auspica una progressiva riduzione degli episodi di violenza nei luoghi di cura.

Fonti ufficiali: Ministero della Salute, Relazione annuale dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie.

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