Confcommercio: il caro energia grava pesantemente sulle imprese del terziario

Confcommercio: il caro energia grava pesantemente sulle imprese del terziario

Confcommercio: il caro energia grava pesantemente sulle imprese del terziario

Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e il rischio di interruzioni nei flussi energetici internazionali stanno causando un significativo aumento dei costi energetici per le imprese del terziario. Confcommercio segnala un incremento del 28,8% per l’energia elettrica e del 70,4% per il gas rispetto al 2019, con possibili ulteriori rincari in caso di peggioramento della situazione. Gli impatti maggiori si riscontrano negli alberghi, supermercati, bar e negozi. La Confederazione sollecita interventi urgenti per proteggere le imprese, soprattutto le micro, piccole e medie, attraverso il rafforzamento delle misure di contenimento dei costi e l’adozione di strumenti per favorire l’accesso alle energie rinnovabili.

Le Imprese del Terziario di Fronte all’Aumento dei Costi Energetici Potenziali

Le tensioni geopolitiche nel Medio Oriente e il rischio di interruzioni nei flussi energetici internazionali tornano a porre l’energia tra le principali preoccupazioni delle imprese del settore terziario. Secondo un’analisi di Confcommercio, rispetto al 2019 – ultimo anno prima della pandemia e della crisi energetica – il costo dell’energia elettrica è cresciuto del 28,8%, mentre quello del gas è aumentato del 70,4%. Un ulteriore peggioramento delle tensioni nella regione del Golfo e possibili limitazioni al passaggio energetico tramite lo Stretto di Hormuz potrebbero far salire ancora le bollette. In uno scenario prudenziale, i rincari medi stimati sono del 4,3% per l’elettricità e del 3% per il gas, mentre nello scenario più sfavorevole gli aumenti potrebbero superare il 13% per l’elettricità e il 43% per il gas.

Le ripercussioni economiche sarebbero rilevanti per diversi settori commerciali: per esempio, gli alberghi potrebbero fronteggiare un incremento della spesa mensile pari a 900 euro per l’energia elettrica e 1.000 euro per il gas. Nei grandi supermercati, l’aggravio stimato è di circa 700 euro per l’elettricità e 400 euro per il gas. Anche bar, ristoranti e negozi, sia alimentari sia non alimentari, si troverebbero ad affrontare rincari variabili tra i 100 e i 300 euro per l’energia elettrica e tra i 200 e i 500 euro per il gas.

Confcommercio sottolinea la necessità di rafforzare l’azione pubblica contro la volatilità dei mercati energetici e i fenomeni speculativi, attuando pienamente le misure già previste dal decreto bollette e affiancandole a interventi emergenziali capaci di incidere velocemente sui costi delle imprese. Tra le priorità indicate dalla Confederazione figura il sostegno alle micro, piccole e medie imprese, spesso le più vulnerabili ai rincari energetici. Inoltre, per favorire un’efficace gestione dei costi, va messa a regime l’operatività degli strumenti del decreto bollette, incentivando l’aggregazione della domanda e l’accesso alle forniture di energia rinnovabile a lungo termine, oltre a semplificare le procedure per gli investimenti in efficienza energetica.

Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, evidenzia come lo scenario di tensione nel Medio Oriente renda urgente proteggere il tessuto imprenditoriale italiano da un nuovo shock energetico, con particolare attenzione alle realtà più piccole e vulnerabili. Sono indispensabili risposte rapide e mirate per contenere i costi entro limiti sostenibili, a partire da un’ulteriore riduzione degli oneri generali di sistema, al fine di evitare ricadute significative sull’economia delle imprese e salvaguardare la loro competitività.

Impatto delle tensioni geopolitiche sui costi energetici per il terziario italiano

Le crescenti tensioni in Medio Oriente e le possibili interruzioni nei flussi energetici globali stanno ponendo nuovamente l’attenzione sulle sfide energetiche affrontate dalle imprese del terziario in Italia. Dati Confcommercio evidenziano come, rispetto al 2019, il costo dell’energia elettrica per queste imprese sia aumentato del 28,8%, mentre quello del gas è salito del 70,4%. Il contesto attuale, dominato dall’incertezza legata ai possibili blocchi nelle rotte energetiche dello Stretto di Hormuz, potrebbe far lievitare ulteriormente le spese, con previsioni di incremento fino al 13% per l’elettricità e addirittura al 43% per il gas in scenari più critici.

Le conseguenze di tali aumenti sarebbero particolarmente pesanti per diversi settori. Nel caso degli alberghi, la spesa mensile supplementare potrebbe raggiungere i 900 euro per l’energia elettrica e 1000 euro per il gas. Allo stesso modo, grandi supermercati potrebbero vedersi sommarsi circa 700 euro sul costo dell’elettricità e 400 euro per il gas. Per le attività più piccole come bar, ristoranti e negozi, si stima un aumento della bolletta che varia dai 100 ai 300 euro per l’energia elettrica e dai 200 ai 500 euro per il gas, evidenziando così una pressione economica significativa soprattutto sulle micro e piccole imprese.

Confcommercio sostiene la necessità di potenziare le misure pubbliche per fronteggiare la volatilità del mercato energetico e prevenire speculazioni nocive. Si sottolinea l’importanza di attuare pienamente le disposizioni del decreto bollette, integrandole con interventi emergenziali capaci di produrre effetti immediati sul contenimento dei costi. Prioritario è il sostegno rivolto alle realtà di dimensioni più contenute, le quali risultano maggiormente vulnerabili alle oscillazioni dei prezzi energetici, con l’obiettivo di salvaguardare la loro competitività e sostenibilità.

Un ruolo centrale assume anche la promozione di strumenti che favoriscano l’aggregazione della domanda energetica, permettendo alle imprese più piccole di accedere a contratti a lungo termine per approvvigionamenti da fonti rinnovabili. Inoltre, la semplificazione delle procedure per investimenti volti all’efficienza energetica e alla diffusione delle energie rinnovabili distribuite rappresenta un tassello fondamentale per costruire un sistema più resiliente e meno esposto agli shock esterni. Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, ribadisce con fermezza la necessità di misure rapide volte a contenere i costi e di interventi immediati come l’ulteriore riduzione degli oneri generali di sistema.

Non perderti tutte le notizie di economia su Blog.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *