Docente di sostegno: “Gestisco le emozioni di tutti, ma mi sento sola e frustrata.”

Docente di sostegno: “Gestisco le emozioni di tutti, ma mi sento sola e frustrata.”

Docente di sostegno: “Gestisco le emozioni di tutti, ma mi sento sola e frustrata.”

Il peso emotivo degli insegnanti di sostegno

Gli insegnanti di sostegno portano spesso un carico emotivo invisibile, diventando, ben oltre il loro titolo, un supporto fondamentale per l’intera classe. Questo è il caso di una docente che ha deciso di condividere le sue esperienze con il pubblico attraverso La Repubblica.

Questa insegnante ha descritto le difficoltà che affronta ogni giorno nella sua professione. “Sono un’insegnante di sostegno in una scuola media. La mia attività non si limita a seguire un solo alunno; mi prendo cura dell’emotività dell’intera classe. Quando un ragazzo è triste o affronta problemi a casa, spesso viene da me. Ascolto le loro storie, non perché sia un dovere, ma perché è un’umanità che non posso ignorare. Il problema è che alla fine della giornata mi sento sola con il peso di queste emozioni. Non so se questa situazione sia tipica solo in Italia o se capiti anche altrove”.

La docente ha parlato della responsabilità che deriva dal suo ruolo: “Oltre a gestire le emozioni dei ragazzi, mi viene richiesto di avere competenze in tutte le materie. Spesso gli insegnanti di altre discipline si rivolgono a me per adattare le verifiche per il ‘mio’ alunno, come se la sua disabilità fosse solo una mia responsabilità. Nei casi meno gravi, capita che venga trasferita per supplenze in altre classi, privando chi ha davvero bisogno di ore sostegno. Inoltre, c’è una forte difficoltà nel collaborare con i colleghi: molti non sanno come lavorare insieme a noi, portandoci a fare da ponte tra gli alunni e gli insegnanti, tra le aspettative del PEI e le necessità pratiche. A volte mi sento invisibile. Ho visto una collega passare ore cercando di adattarsi, mentre la ragazza che seguiva, affetta da Asperger, non la accettava. Le è stato detto di sentirsi totalmente inutile”.


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