Influenza aviaria nel latte delle pecore: rivelazioni sorprendenti da uno studio recente.
Rischi Emergent di Salute negli Allevamenti Ovini: L’Influenza Aviaria H5N1 e H5N5
Un recente studio scientifico ha messo in luce un importante rischio sanitario negli allevamenti di ovini: la possibilità che i virus dell’influenza aviaria H5N1 e H5N5 possano essere trasmessi tramite il latte delle pecore infette. Questo fenomeno rappresenta una minaccia non solo per gli animali, ma anche per gli agnelli allattati, che possono contrarre l’infezione attraverso il latte contaminato.
La Trasmissione Virale Negli Allevamenti
La ricerca, pubblicata sulla rivista Science Advances e diretta dall’Agenzia canadese per l’ispezione degli alimenti, ha evidenziato l’elevata efficienza di trasmissione dei virus negli allevamenti, in particolare in quelli misti, dove convivono specie diverse. Gli esperti sottolineano l’importanza di rafforzare la sorveglianza veterinaria e di implementare misure di biosicurezza più rigide all’interno delle aziende agricole. La convivenza di più specie, infatti, favorisce la diffusione del virus, rendendo necessaria una gestione attenta e coordinata delle pratiche di allevamento.
I Rischi Zoonotici e la Situazione Globale
I ceppi H5N1 e H5N5 sono già conosciuti per la loro diffusione tra gli uccelli selvatici e i mammiferi, compresi quelli d’allevamento. Nonostante non sia stata osservata una trasmissione significativa da uomo a uomo, le infezioni zoonotiche rimangono una preoccupazione. Dal 2003 fino agli inizi del 2025, si sono registrati circa mille casi umani di infezione da H5N1. Recentemente, nel 2025, il primo contagio umano da H5N5 è stato segnalato negli Stati Uniti, richiamando l’attenzione globale sulla necessità di monitorare attentamente l’epidemiologia di questi virus.
Esperimenti e Risultati dello Studio
La ricerca condotta dal team guidato da Yohannes Berhane ha coinvolto esperimenti su pecore in allattamento, alle quali è stato inoculato il virus direttamente nelle ghiandole mammarie. Gli animali hanno sviluppato mastite, una condizione infiammatoria delle ghiandole mammarie, rilasciando notevoli quantità di particelle virali nel latte. Questo ha causato infezioni nei piccoli agnelli, favorendo una diffusione più ampia del virus all’interno del gregge.
In aggiunta, il team ha scoperto che le pecore non in lattazione, esposte al virus tramite aerosol, hanno sviluppato sintomi respiratori simili a quelli osservati negli esseri umani. Ciò ha portato a considerare le pecore come modello sperimentale utile per lo studio delle patologie virali legate all’influenza aviaria.
Raccomandazioni degli Scienziati
Sulla base dei risultati ottenuti, gli scienziati hanno emesso alcune raccomandazioni chiave. È essenziale prestare particolare attenzione al consumo di latte crudo e implementare controlli rigorosi nelle aziende agricole ovine. Le misure di biosicurezza devono essere potenziate per ridurre al minimo il rischio di trasmissione interspecie dei virus dell’influenza aviaria e garantire la sicurezza alimentare.
È fondamentale che i gestori degli allevamenti adottino pratiche di igiene elevate e monitorino costantemente la salute dei loro animali. Stabilire protocolli di intervento tempestivi può fare una differenza significativa nel contenere la diffusione dell’infezione. Inoltre, la formazione degli allevatori riguardo ai segnali di allerta precoce e alle modalità di contagio può contribuire a mitigarne l’impatto.
Implicazioni per la Salute Pubblica
Data la crescente incidenza di zoonosi in tutto il mondo, la scoperta di virus come H5N1 e H5N5 negli allevamenti ovini pone interrogativi non solo sul benessere degli animali, ma anche sulla salute umana. La possibilità di contaminazione alimentare attraverso il latte delle pecore infette richiama l’attenzione sulla necessità di un monitoraggio più rigoroso delle produzioni casearie. Le autorità competenti, come l’Organizzazione Mondiale della Sanità Animale (OIE) e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), devono fornire linee guida chiare e aggiornate per la gestione di questi virus.
In conclusione, è fondamentale svolgere ulteriori ricerche per comprendere meglio le dinamiche di contagio e trasmissione dell’influenza aviaria negli allevamenti ovini. Solo attraverso una sorveglianza attiva e un rafforzamento delle misure di biosicurezza si potrà garantire la salute degli animali e proteggere la popolazione umana da potenziali focolai di infezione.
Fonti ufficiali
- Science Advances
- Agenzia canadese per l’ispezione degli alimenti
- Organizzazione Mondiale della Sanità Animale (OIE)
- Organizzazione Mondiale della Salute (OMS)
Ultimo aggiornamento: domenica 10 maggio 2026, 08:44.
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