Termini AI spiegati: comprendi il linguaggio dell’intelligenza artificiale semplicemente.
L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mondo e sta creando un nuovo linguaggio per descrivere questo cambiamento. Leggendo cinque minuti su AI, ci si imbatte in termini come LLMs, RAG e RLHF, che possono mettere in difficoltà anche gli esperti del settore. Questo glossario mira a semplificare la comprensione di questi concetti. Viene aggiornato regolarmente, diventando così un documento vivo, proprio come i sistemi di intelligenza artificiale che descrive.
Comprendere l’Intelligenza Artificiale Generale
L’intelligenza artificiale generale, o AGI, è un termine ambiguo, ma si riferisce generalmente a un’IA capace di eccellere in molte attività più degli esseri umani. Sam Altman, CEO di OpenAI, ha descritto l’AGI come “l’equivalente di un collaboratore medio che puoi assumere”. La carta di OpenAI definisce l’AGI come “sistemi altamente autonomi che superano gli esseri umani nella maggior parte dei lavori economicamente rilevanti”. Secondo Google DeepMind, l’AGI è “un’IA almeno altrettanto capace degli esseri umani nella maggior parte delle attività cognitive”. Gli esperti del settore, comunque, si trovano frequentemente confusi riguardo a queste definizioni.
Un agente AI è un tool che utilizza tecnologie di intelligenza artificiale per svolgere compiti a tuo nome, andando oltre le capacità di un semplice chatbot. Ciò può includere la gestione delle spese, la prenotazione di biglietti o l’assistenza nella scrittura di codice. Tuttavia, la definizione di “agente AI” può variare, dato che la dimensione di questo campo è in continua evoluzione, e anche le infrastrutture necessarie per sostenere queste funzioni sono ancora in fase di sviluppo. La nozione di base implica un sistema autonomo che può interagire con più sistemi AI per eseguire compiti complessi.
Pensa agli endpoint API come a “pulsanti” su un software che altri programmi possono “premere” per attivare determinate funzioni. Gli sviluppatori utilizzano queste interfacce per costruire integrazioni – per esempio, permettendo a un’applicazione di estrarre dati da un’altra, o consentendo a un agente AI di controllare servizi di terze parti senza che un umano debba operare manualmente su ogni interfaccia. La maggior parte dei dispositivi smart home e delle piattaforme connesse hanno questi pulsanti nascosti, anche se gli utenti normali spesso non li vedono né interagiscono con essi. Con l’aumentare delle capacità degli agenti AI, questi stanno diventando sempre più capaci di identificare e utilizzare questi endpoint autonomamente, aprendo a possibilità potenti e a volte inaspettate per l’automazione.
