AI affronta sfide idriche: Google propone una soluzione innovativa
Nel post, il vicepresidente globale dell’infrastruttura di Google, Bikash Koley, spiega come l’uso dell’acqua nei centri dati possa ridurre complessivamente il consumo energetico. “In molte aree, il raffreddamento ad acqua può abbattere il consumo energetico dei centri dati di circa il 10% rispetto al raffreddamento ad aria,” scrive Koley. “Il consumo d’acqua aggregato dei centri dati è modesto: i centri dati americani usano meno dell’1% dell’acqua utilizzata annualmente per i prati.” Google si impegna a proteggere le risorse idriche locali in tutte le operazioni dei centri dati.
Koley ha aggiunto che Google sarà in grado di restituire più acqua di quanta ne consumi nei prossimi quattro anni investendo in progetti che migliorano l’irrigazione e l’infrastruttura. L’azienda si impegna a continuare a riportare il proprio consumo annuale d’acqua e a cercare fonti alternative, come le acque reflue rigenerate, un approccio già in uso in alcune contee della Georgia. Recentemente è stato anche annunciato un investimento di 17 milioni di dollari per supportare nuovi progetti di gestione dell’acqua in sette stati.
Infine, Townsend ha riconosciuto le preoccupazioni di coloro che temono che i centri dati possano esaurire le risorse idriche, sostenendo che tali paure sono valide, anche se rassicura che il consumo d’acqua è inferiore a quanto si possa pensare. “Sarebbe un vero disservizio affermare che ci sono solo misconception su questo tema. Non è così,” ha affermato Townsend. Ma ha aggiunto che il settore non utilizza così tanta acqua come si potrebbe pensare, e che ora è il momento di investire per garantire che “l’uso dell’acqua nei centri dati non diventi un problema.”
Fonti ufficiali: The Verge, Gallup.
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