Bangladesh: difficoltà nell’applicare il principio “chi inquina paga” a causa di ritardi legali.
La valutazione legale e ambientale risulta quindi inadeguata. Le autorità di regolarizzazione del Bangladesh spesso imposero sanzioni basate su valutazioni superficiali, a discapito di un’analisi scientifica e di una valutazione economica concreta. Si stima che tali valutazioni possano risultare non valide in sede di giudizio e permettere agli inquinatori di optare per ricorsi.
L’ex segretario aggiunto del Ministero dell’Ambiente, S. M. Munjurul Hannan Khan, ha sostenuto che le autorità dovrebbero rivedere le leggi ambientali per garantire l’applicazione rigorosa del PPP. Ha anche suggerito che il governo offra incentivi alle industrie conformi per promuovere pratiche di conservazione ambientale.
Recentemente, un rapporto dell’organizzazione di monitoraggio Transparency International Bangladesh ha evidenziato le carenze nel sistema legale e le inefficienze nell’applicazione delle sanzioni, suggerendo che vi è una carenza di personale legale e di preparazione da parte del DoE.
Il tema dell’impatto ambientale in Bangladesh richiede una risposta concertata e immediata. Attuare pienamente il principio “chi inquina paga” non è solo essenziale per la salvaguardia dell’ambiente, ma rappresenta un passo fondamentale per il futuro sostenibile della nazione.
Fonti:
- Ministero dell’Ambiente, Foreste e Cambiamenti Climatici del Bangladesh.
- Transparency International Bangladesh.
- Dichiarazione di Rio, 1992.
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