Bimba di Catanzaro: migliora il quadro neurologico, svegliata dalla sedazione dopo la tragedia.

Bimba di Catanzaro: migliora il quadro neurologico, svegliata dalla sedazione dopo la tragedia.

Bimba di Catanzaro: migliora il quadro neurologico, svegliata dalla sedazione dopo la tragedia.

Tragedia a Catanzaro: la piccola trasferita al Gaslini di Genova

GENOVA – OSPEDALE GASLINI
GENOVA (ITALPRESS) – Una bambina di soli 6 anni, coinvolta in una tragedia a Catanzaro, è attualmente ricoverata nel reparto di Terapia Intensiva dell’Ospedale Gaslini. Le sue condizioni sono al momento in prognosi riservata, ma, grazie all’intervento tempestivo dei medici, la piccola era stata stabilizzata con successo già all’ospedale calabrese. Gli specialisti del Gaslini ora si concentrano sul mantenimento della stabilità clinica, fondamentale per ottimizzare le possibilità di recupero, prestando particolare attenzione all’aspetto neurologico.

Processo di stabilizzazione e trasferimento

Nella notte tra venerdì e sabato, la piccola è stata autonomizzata dalla ventilazione meccanica ed estubata con successo. Questo segnale incoraggiante ha messo in evidenza il potenziale recupero neurologico della bambina. Da oggi, non è più sedata, il che rappresenta un passo importante nel suo percorso di guarigione. L’intero processo di trasferimento è stato gestito in regime di continuità assistenziale: un’équipe altamente qualificata del Gaslini, composta da un medico e un’infermiera di Terapia Intensiva, ha raggiunto Catanzaro e ha preso in carico la piccola direttamente in loco, dopo aver collaborato con i colleghi dell’ospedale calabrese per gestire il caso nelle ore precedenti alla partenza.

Un aspetto rilevante di questa operazione è stata la cooperazione tra le équipe liguri e calabresi, un elemento determinante che ha permesso di garantire un trasferimento sicuro e tempestivo. Il tutto è stato ulteriormente facilitato dal fondamentale supporto dell’Aeronautica Militare (31° Stormo), che ha fornito un volo salvavita attrezzato come una vera e propria terapia intensiva. Questa sinergia multidisciplinare ha rappresentato un esempio lampante di come il lavoro di squadra possa fare la differenza nel contesto sanitario.


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