Blue Origin: il satellite del cliente lanciato in orbita errata durante il terzo volo di New Glenn.
Il New Glenn e le sue sfide
Questa è la prima grande battuta d’arresto per il programma New Glenn, che ha visto la sua prima partenza solo a gennaio 2025, dopo oltre dieci anni di sviluppo. Questa missione rappresentava il secondo tentativo di portare in orbita un carico commerciale, dopo il precedente lancio di veicoli spaziali gemelli destinati a Marte per conto della NASA avvenuto a novembre dello scorso anno. A seguito del lancio, l’azienda non ha rilasciato immediatamente ulteriori commenti.
Il fallimento apparente della seconda fase del razzo New Glenn ha potenziali implicazioni più ampie, oltre agli obiettivi commerciali a breve termine di Blue Origin. L’azienda è infatti determinata a diventare uno dei principali fornitori di lanci per le missioni Artemis della NASA, che prevedono esplorazioni della Luna e oltre. La NASA e l’amministrazione Trump hanno spinto Blue Origin e SpaceX affinché siano in grado di mettere a punto i lander lunari entro la fine del secondo mandato di Trump, prima di tornare a portare gli astronauti sulla superficie lunare.
Dave Limp, CEO di Blue Origin, ha anche dichiarato che la sua azienda “farà di tutto” per aiutare la NASA a tornare sulla Luna più rapidamente. Recentemente, Blue Origin ha completato i test della sua prima versione di un lander lunare, che l’azienda prevede di lanciare entro la fine dell’anno, sebbene senza equipaggio. Inizialmente, Blue Origin aveva considerato il lancio di questo lander durante la terza missione di New Glenn, ma alla fine ha optato per il satellite di AST SpaceMobile.
