Campagna Novartis ‘Facciamo squadra’: insieme contro il tumore al seno e le recidive.

Campagna Novartis ‘Facciamo squadra’: insieme contro il tumore al seno e le recidive.

Campagna Novartis ‘Facciamo squadra’: insieme contro il tumore al seno e le recidive.

Novartis lancia la campagna per la prevenzione della recidiva del tumore al seno

MILANO (ITALPRESS) – Novartis ha avviato la campagna “Facciamo squadra: giochiamo d’anticipo contro il rischio di recidiva del tumore al seno”, un’iniziativa che punta a creare un modello collaborativo coinvolgendo clinici, associazioni di pazienti, istituzioni e industria. Il focus è sulla centralità della persona nella gestione del proprio percorso di cura, non solo come paziente, ma come parte attiva del processo.

Questa campagna è sostenuta da quattro importanti associazioni di pazienti italiane: ANDOS, Europa Donna Italia, Fondazione IncontraDonna e Salute Donna ODV. L’intento è quello di favorire la cooperazione tra tutti gli attori del sistema salute, fornendo risorse informative e supporto concreto a chi affronta la malattia. Le informazioni sono disponibili online attraverso il sito “E’ tempo di vita” e i relativi canali social, permettendo ai pazienti di comprendere meglio il proprio rischio e di prendere decisioni consapevoli riguardo al proprio trattamento.

Sport di squadra: la metafora della prevenzione

La campagna utilizza il linguaggio dello sport di squadra per sottolineare l’importanza della collaborazione e della capacità di anticipare le situazioni per migliorare i risultati. Un testimonial d’eccezione è Rita Guarino, illustri allenatrice di calcio femminile a livello nazionale e internazionale, che simboleggia l’importanza del lavoro di squadra anche in ambito medico.

Il tumore al seno è la neoplasia più comune tra le donne in Italia, con circa 54.000 nuovi casi stimati nel 2025. Nonostante i progressi nella diagnosi e nelle terapie, circa una donna su cinque rischia una recidiva entro i primi dieci anni, un rischio che può permanere per diversi decenni. Quando si verifica, la recidiva spesso si manifesta come malattia metastatica, influenzando significativamente la qualità della vita delle pazienti.

Le parole di Simona Loizzo, Deputata e Presidente dell’Intergruppo Parlamentare “Nuove Frontiere Terapeutiche nei Tumori della Mammella”, evidenziano l’importanza dell’integrazione tra innovazione terapeutica e visione di sistema. Le istituzioni devono garantire un accesso equo e tempestivo alle nuove terapie per migliorare gli esiti di cura e la sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale.

Nel contesto della lotta al tumore al seno, le terapie adiuvanti post-chirurgiche giocano un ruolo cruciale nel ridurre il rischio di recidiva. Per i tumori ormono-sensibili (HR+/HER2-), rappresentanti circa il 70% delle nuove diagnosi, l’aggiunta di terapie mirate come gli inibitori di CDK4/6 si è dimostrata efficace nel ridurre tale rischio.

La scienza al servizio della prevenzione

Il rischio di recidiva varia da persona a persona e dipende da diversi fattori clinici e biologici. Giulia Valeria Bianchi, Medico oncologo presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, sottolinea che oggi, grazie alle terapie mirate, molte pazienti con tumore al seno possono guardare al futuro con maggiore speranza: fino all’80% delle pazienti rimane libera da recidiva a lungo termine. È fondamentale che la scelta terapeutica sia personalizzata e basata sulle esigenze individuali.

Inoltre, la gestione del tumore al seno richiede attenzione non solo agli aspetti clinici, ma anche a quelli informativi ed emotivi. Uno studio di Novartis pubblicato su JMIR Cancer ha rivelato forti preoccupazioni emotive e la necessità di informazioni chiare tra i pazienti. Una ricerca condotta con IQVIA ha mostrato che solo il 45% delle pazienti si sente adeguatamente informata sul rischio di recidiva; il 59% di esse cerca ulteriori informazioni online.

Gabriella Pravettoni, Professoressa di Psicologia delle Decisioni presso l’Università degli Studi di Milano, enfatizza l’importanza di un dialogo aperto e tempestivo con il team medico: avere conversazioni chiare fin dall’inizio aiuta le pazienti a sentirsi più in controllo del proprio percorso di cura.

Le associazioni di pazienti giocano un ruolo sempre più importante nell’affiancare le pazienti durante il trattamento. Una ricerca di Novartis indica che circa una donna su quattro si rivolge a queste associazioni per ricevere supporto informativo ed emotivo. Anna Maria Mancuso, Presidente di Salute Donna ODV, afferma che la gestione del rischio di recidiva richiede un vero e proprio “gioco di squadra”, in cui ogni paziente deve essere protagonista del proprio percorso di cura.

Con la campagna “Facciamo squadra”, Novartis intende ascoltare le esigenze delle persone, offrendo contenuti informativi utili e concreti in ogni fase della malattia. Chiara Gnocchi, Communication & Advocacy Head di Novartis Italia, sottolinea che l’obiettivo è quello di andare oltre l’innovazione terapeutica, fornendo un supporto attento e personalizzato.

Per ulteriori informazioni sulla campagna e le risorse disponibili, è possibile visitare il sito ufficiale di Novartis e seguire i canali social dedicati.

Fonti:
– Novartis
– JMIR Cancer
– Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori
– Università degli Studi di Milano

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