Cinque segnali d’allarme fondamentali per riconoscere un ictus in tempo

Cinque segnali d’allarme fondamentali per riconoscere un ictus in tempo

Al manifestarsi di sintomi suggestivi di ictus, i medici effettuano una serie di esami per una diagnosi accurata, che includono:

  • Analisi della storia clinica;
  • Esame fisico e neurologico;
  • Esami del sangue;
  • Imaging cerebrale come TC, risonanza magnetica (MRI), o radiografie;
  • Elettroencefalogramma (EEG) per valutare l’attività elettrica del cervello;
  • Ecografia per individuare eventuali ostruzioni nelle arterie.

Trattamento d’urgenza
La rapidità nel ricevere assistenza medica è cruciale. Chi arriva in ospedale entro tre ore dai primi sintomi di ictus ischemico può ricevere un farmaco trombolitico che dissolve il coagulo, riducendo il danno cerebrale e migliorando la prognosi. Per l’ictus emorragico, possono essere eseguite procedure endovascolari per riparare i vasi sanguigni danneggiati, oltre agli interventi chirurgici tradizionali in alcuni casi.

Riabilitazione post-ictus
Dopo un ictus, la riabilitazione è fondamentale per recuperare funzioni perse e migliorare la qualità di vita. I percorsi riabilitativi sono personalizzati in base alla gravità del danno e possono includere terapie in ospedale, centri specializzati, strutture di lungo termine o supporto domiciliare. Tra i professionisti coinvolti figurano fisioterapisti, logopedisti, terapisti occupazionali, infermieri specializzati, neuropsicologi e assistenti sociali.

Circa il 10% dei pazienti richiede assistenza a lungo termine, un altro 10% recupera completamente mentre la maggior parte presenta lievi o moderate disabilità.

Per maggiori informazioni e approfondimenti affidabili, consultare le fonti ufficiali:

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