Festeggiati a Monaco i 50 anni dell’accordo RAMOGE per il mare Mediterraneo.
Il Cinquantesimo Anniversario dell’Accordo RAMOGE
ROMA (ITALPRESS) – L’Accordo RAMOGE rappresenta un pilastro fondamentale per la cooperazione ambientale nel Mediterraneo. Ispirato dal Principe Ranieri III di Monaco, l’accordo è stato siglato nel 1976 e ha dato vita a uno dei primi modelli di cooperazione regionale in risposta alla necessità di proteggere il mar Mediterraneo. Questo accordo ha assorbito i principi della Convenzione di Barcellona, creando una rete collaborativa tra Italia, Francia e Principato di Monaco.
Negli ultimi cinquant’anni, RAMOGE ha evoluto un modello di governance condivisa, implementando strumenti di monitoraggio e prevenzione efficaci. Claudio Barbaro, Sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza Energetica, ha evidenziato durante le celebrazioni del cinquantesimo anniversario dell’Accordo a Monaco, come l’area RAMOGE si sia trasformata in un laboratorio d’innovazione. Qui, scienza, istituzioni e operatività si integrano in un sistema virtuoso, pronto ad affrontare le emergenti sfide ambientali del Mediterraneo.
Innovazione e Collaborazione: la Guida per il Futuro
L’area RAMOGE, attualmente estesa fino ad Anzio, testimonia i progressi compiuti negli anni verso l’adozione di pratiche sostenibili. Barbaro ha sottolineato come questo modello possa servire da esempio per altre aree del mondo, dimostrando che la cooperazione internazionale è essenziale nella lotta contro l’inquinamento marino. Durante l’evento, alla presenza del Principe Alberto II di Monaco, sono state effettuate visite a bordo delle unità navali italiane e francesi, impegnate nell’attuazione del Piano antinquinamento “RAMOGEPOL”.
La missione di quest’oggi ha compreso un’importante esercitazione congiunta organizzata dalla Guardia Costiera italiana in acque monegasche. È stata una dimostrazione pratica dell’efficacia del sistema di risposta alle emergenze ambientali e dell’ottima preparazione delle forze navali coinvolte. Tra le unità, figura la nave Ubaldo Diciotti, ammiraglia della Guardia Costiera italiana, che ha ricevuto i complimenti del Principe Alberto II.
“Io ringrazio la Sua Altezza Serenissima per la visita alla nostra nave”, ha affermato Barbaro, sottolineando l’importanza del supporto unitario tra i vari Paesi. La nave è insieme ad altre unità navali e aeree dei tre Stati nella simulazione di una situazione di crisi ambientale, evidenziando il progresso realizzato anche nella tecnologia antinquinamento. Tra le imbarcazioni presenti si annotano la nave Nos Taurus e la nave Orione della Marina Militare, entrambe equipaggiate con sistemi specializzati capaci di contenere sversamenti in mare.
Le Celebrazioni hanno visto partecipare un ampio ventaglio di autorità, dall’Ambasciatore d’Italia a Monaco, Manuela Ruosi, fino al Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, Ammiraglio Ispettore Capo Sergio Liardo. Questi incontri hanno incentivato il dialogo e la condivisione delle esperienze e delle sfide future da affrontare.
Un punto cruciale discusso durante l’incontro bilaterale tra Barbaro e il Principe Alberto II è stato il bisogno urgente di aggiornamento dei contributi finanziari dei Paesi aderenti all’accordo. Infatti, i fondi non sono stati modificati dal 2000, mentre le attività nel corso degli anni si sono ampliate. Il Sottosegretario ha messo in evidenza la necessità di trovare nuove risorse finanziarie e di ravvivare la partecipazione delle delegazioni.
“Un accordo di tale valore e unicità nel Mediterraneo deve guadagnarsi una maggiore visibilità e supporto internazionale,” ha affermato barbaro, sottolineando il potenziale dell’esperienza di cooperazione subregionale come esempio replicabile in altre aree del mondo.
L’Accordo RAMOGE si conferma così non solo come un esempio di governance ambientale, ma anche come un modello di riferimento per la cooperazione internazionale. Con il supporto attivo di Paesi come Italia, Francia e Monaco, il Mediterraneo può essere testimone di una strategia condivisa che affronti le sfide ambientali attuali e future.
Per ulteriori informazioni sull’Accordo RAMOGE e sui suoi sviluppi, consulta le fonti ufficiali della Regione e i comunicati dell’Italia presso l’Unione Europea.
(ITALPRESS).
Non perderti tutte le notizie sull’ambiente su Blog.it
