Firenze migliore per famiglie, Bolzano ideale per giovani, Trieste perfetta per la terza età.

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Innovazioni e Preferenze per la Qualità della Vita Urbana

Il 2026 segna anche il debutto della misurazione dell’accessibilità ai servizi che si possono raggiungere in 15 minuti a piedi. I negozi, le farmacie, i servizi ricreativi e le strutture per diverse generazioni diventano così una nuova chiave di lettura per la qualità della vita urbana. A favorire questo indicatore sono le grandi città metropolitane, che si differenziano soprattutto nella graduatoria dei bambini e degli anziani. Milano è seconda per i bambini e terza per gli over 65, mentre Roma avanza fino al quarto posto per quanto riguarda gli anziani.

I dati territoriali stanno anche a rappresentare i principali fenomeni sociali in corso. Si notano aumenta delle stabilizzazioni dei contratti a termine (+2,7%) e un calo della disoccupazione giovanile; dall’altro lato, però, il peso degli affitti sul reddito disponibile cresce, superando il 40% per gli under 35 nelle grandi città. Inoltre, le competenze scolastiche misurate dai test Invalsi risultano inadeguate per il 44% degli studenti in matematica e per il 39,9% in italiano, con livelli peggiorati rispetto al periodo pre-pandemia. La demografia continua a segnare un calo della natalità, con un tasso di fecondità di 1,14 figli per donna e l’età media delle madri che sale a 32,7 anni.

Aumentano anche le persone che vivono sole (+7,9%) e cresce il disagio psicologico, con un incremento del consumo di antidepressivi del 3,3% nel 2025. Emergono forti differenze territoriali in base ai singoli indicatori. Nella classifica relativa ai bambini, Aosta brilla per la presenza di mense scolastiche, mentre Cagliari si distingue per il numero di pediatri e per il minor peso economico delle rette scolastiche sulle famiglie. Milano è ben posizionata per i servizi di prossimità, ma deve affrontare una carenza di spazio abitativo e investimenti PNRR per l’istruzione.


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