Frode fiscale nella grande distribuzione: sequestro di beni per 30 milioni di euro.

Frode fiscale nella grande distribuzione: sequestro di beni per 30 milioni di euro.

Le Tecniche Utilizzate nella Frode Fiscale

Il meccanismo messo in atto consentiva alla società committente di utilizzare centinaia di lavoratori senza un’assunzione diretta, evitando così i costi e i vincoli legati al lavoro subordinato, mentre beneficiava di un notevole risparmio d’IVA. Gli operai erano gestiti tramite sistemi informatici avanzati, che permettevano alla committente di impartire istruzioni e monitorare le attività in tempo reale, testimoniando l’effettivo controllo tipico di un datore di lavoro.

Un elemento chiave della frode era rappresentato dall’omesso versamento dell’IVA, che veniva sistematicamente eluso dalle cooperative sin dalla loro nascita. Le somme incassate venivano utilizzate principalmente per pagare stipendi e costi del personale, impiegando l’IVA per finanziare il lavoro e creando un danno significativo per l’Erario. Si è inoltre riscontrato che queste cooperative erano prive di reale autonomia imprenditoriale, spesso inesistenti o dominate da prestanome, e gestite da professionisti che si occupavano degli adempimenti fiscali e societari.

Le indagini hanno rivelato un trasferimento “in blocco” di lavoratori da una cooperativa all’altra, garantendo così la continuità operativa nonostante accumuli di debiti fiscali. La società committente detraeva indebitamente l’IVA relativa alle fatture emesse dai consorzi, fruendo di un vantaggio fiscale ridicolo e illegittimo. Queste fatture erano inesistenti in quanto emesse da soggetti che non erano i veri fornitori di manodopera e riferentesi a contratti simulati.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *