Hacker sfruttano le ‘personalità’ dei chatbot per attacchi informatici sempre più sofisticati.

Hacker sfruttano le ‘personalità’ dei chatbot per attacchi informatici sempre più sofisticati.

Con l’emergere di queste nuove vulnerabilità, è prevedibile che si svilupperanno anche ruoli di cybersecurity specializzati nel testare i limiti sociali ed emotivi delle AI, affiancando coloro che analizzano le vulnerabilità tecniche. Già oggi ci sono segni evidenti di un cambiamento nel panorama della sicurezza AI, con jailbreakers che spesso hanno formazione in psicologia piuttosto che in informatica.

Le abilità comunemente associate a spie e artisti della truffa, come il carisma insidioso e la manipolazione persistente, diventeranno sempre più utili per proteggere questo nuovo confine della psico-sicurezza. Le sfide in gioco non sono solo tecniche; richiedono un approccio olistico che consideri sia le vulnerabilità emotive sia quelle tecniche — un investimento necessario per garantire la sicurezza dei sistemi AI che influenzano sempre di più il nostro quotidiano.


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