Il Brasile proclama l’açaí frutto nazionale per combattere la biopirateria.

Il Brasile proclama l’açaí frutto nazionale per combattere la biopirateria.

Il Ruolo della Legislazione nella Protezione dell’Acaí

Secondo Sheila de Souza Corrêa de Melo, analista di proprietà intellettuale presso Embrapa Oriental, il riconoscimento legislativo dell’açaí come frutto nazionale avrà un valore principalmente simbolico: “Cerca di rafforzare l’identità dell’açaí come prodotto brasiliano.” Questo passaggio rappresenta un importante passo avanti nelle iniziative di protezione della biodiversità e delle tradizioni indigene, soprattutto dopo che nel 2021 il Brasile ha ratificato il Protocollo di Nagoya, un trattato globale che regola l’accesso alle risorse genetiche e la condivisione dei benefici.

Grazie a questi sforzi, le linee guida internazionali per prevenire la biopirateria e le relative controversie si sono notevolmente migliorate. La nuova legge modifica una legge del 2008 che aveva già conferito riconoscimenti simili al cupuaçu (Theobroma grandiflorum), un altro frutto endemico dell’Amazzonia, dopo una controversia sui marchi con il Giappone nei primi anni 2000. Prima di ciò, nel 2003, era emersa un’altra disputa quando la società giapponese K.K. Eyela Corporation aveva registrato l’açaí come propria proprietà intellettuale, un tentativo che è stato annullato nel 2007.


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