Khuiusi Khisêtjê: come ha restituito terra e futuro al suo popolo nel Xingu.
Minacce e risposte della comunità
Nel frattempo, a Khikatxi, i residenti sono stati testimoni di aerei monomotore che spruzzavano pesticidi sui campi di soia, preoccupati che questi prodotti chimici potessero contaminare le loro risorse idriche e i loro giardini. Le conseguenze non si sono fatte attendere: il malessere tra gli abitanti, con segnalazioni di prurito e diarrea, e il deterioramento delle coltivazioni, hanno allarmato la comunità.
Khuiusi ha osservato l’avanzamento delle fattorie intorno alle terre della sua gente e, nel 2018, ha preso la decisione di ricostruire il villaggio a dieci chilometri più in profondità nella foresta. Lasciare un villaggio è una scelta difficile, dato che comporta la ricostruzione delle strutture abitative, la pulizia dei sentieri e il ripristino delle routine quotidiane.
La lotta per la terra
Nella sua vita, Khuiusi ha visto la sua comunità affrontare gravi sfide. È nato in un’epoca in cui i suoi compagni vivevano ancora oltre i confini coloni del Brasile centrale, in una regione che sarebbe diventata parte del Territorio Indigeno Xingu. Il contatto con l’esterno ha portato malattie e violenze devastanti, riducendo la popolazione dei Khisêtjê a circa 50 individui.
Khuiusi ha assunto la responsabilità della comunità in giovane età, pur non avendo mai imparato a leggere o scrivere in portoghese. Sapeva, però, che era fondamentale interagire con il mondo politico. Ha imparato a giudicare le persone che incontrava in base alle loro azioni, diventando un leader capace di negoziare persino in una lingua che non era la sua.
