L’IA: una spada a doppio taglio per la gestione indigena, avvertono esperti dell’ONU.

L’IA: una spada a doppio taglio per la gestione indigena, avvertono esperti dell’ONU.

Lars Ailo Bongo, professore all’Università Artica di Tromsø e leader del Sámi AI Lab, ha spiegato che anche se l’AI non è ancora sufficientemente inclusiva, essa offre comunque opportunità per le comunità indigene. Secondo Bongo, “l’AI può democratizzare l’accesso alle capacità analitiche necessarie per condurre modellazioni basate sui dati in linea con le visioni e le norme Sámi,” permettendo una più equa contrapposizione rispetto alle organizzazioni con risorse superiori.

Nelle comunità Inuit di Nunavut, si sta assistendo a una fusione tra conoscenze tradizionali e modelli predittivi forniti dall’AI per identificare nuove aree di pesca, mentre in Ciad i pastori indigeni utilizzano mappe partecipative e dati satellitari per prevedere gravi siccità e garantire corridoi di transumanza. In Sud America, la Rainforest Foundation US combina conoscenze tradizionali e tecnologie avanzate, come droni e smartphone, per supportare le comunità indigene nella protezione dei loro territori.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *