L’IA: una spada a doppio taglio per la gestione indigena, avvertono esperti dell’ONU.

L’IA: una spada a doppio taglio per la gestione indigena, avvertono esperti dell’ONU.

I Rischi Ambientali dell’AI

La crescita dei centri dati, fondamentali per il funzionamento dell’AI, ha sollevato preoccupazioni ambientali in molti luoghi. Ad esempio, i residenti delle province thailandesi di Chonburi e Rayong, colpiti da carenze idriche e inquinamento, temono che l’espansione di queste infrastrutture possa aggravare ulteriormente la loro situazione. I centri di dati richiedono enormi quantità d’acqua e energia per funzionare, una condizione che si riscontra in molte altre comunità a livello globale.

Iconicità del problema emerge anche in Pennsylvania, dove i residenti si oppongono all’espansione di centri dati che possono portare a contaminazione e scarsità idrica. “L’AI è spesso percepita come immateriale, ma ha un’impronta ambientale molto reale,” ha affermato Ibrahim, avvertendo che essa dipende dall’estrazione di risorse vicine ai territori delle popolazioni indigene, causando degrado ambientale e perdita di biodiversità.

Inoltre, il suo studio ha evidenziato la mancanza di infrastrutture e protezioni legali per garantire i diritti digitali delle popolazioni indigene. L’uso di droni, satelliti o strumenti di mappatura senza un preventivo consenso delle comunità indigene può comportare la rivelazione di siti sacri o aree ecologicamente sensibili.

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