L’incidente delle iene in Nepal svela il caos informativo online crescente.
Con l’aumento dell’uso di internet e smartphone, il Nepal assiste a una proliferazione di vari tipi di disinformazione, che spaziano dalle false segnalazioni di avvistamenti di animali selvatici a notizie distorte riguardanti manifestazioni. La crescita dell’accesso a internet è notevole: un censimento del 2021 ha rivelato che circa il 73% delle famiglie possedeva uno smartphone, rispetto al 65% di dieci anni prima.
Secondo l’indagine Social Media Users Survey 2021, condotta dal Center for Media Research Nepal, il 90% degli utenti dei social media ha dichiarato di aver incontrato disinformazione online, con Facebook come piattaforma principale per la diffusione di tali contenuti. Questo fenomeno ha acceso dibattiti accesi sulla regolamentazione e sull’educazione alla digital literacy.
La Necessità di Regole più Chiare
L’entità e l’impatto della disinformazione sono emersi chiaramente durante le recenti manifestazioni di protesta contro il governo, note come “proteste della Generazione Z”. In questi eventi, si sono diffuse informazioni errate sui social media e sui siti di notizie online, comprese affermazioni esagerate sulla violenza, video esteri mal attribuiti e distorsioni religiose. Questi eventi hanno messo in luce la crescente vulnerabilità del pubblico alla disinformazione.
Il portavoce del Press Council Nepal, Deepak Khanal, ha affermato che sono state presentate oltre 130 denunce riguardanti contenuti fuorvianti negli ultimi mesi, evidenziando la necessità di un monitoraggio più rigoroso dei media. “Stiamo lavorando per rafforzare il monitoraggio dei media locali e nazionali, coordinandoci con le autorità governative per affrontare la disinformazione sulle piattaforme digitali”, ha aggiunto.
