Mar Baltico in crisi: sfide oltre il cambiamento climatico per un mare in sofferenza.

Mar Baltico in crisi: sfide oltre il cambiamento climatico per un mare in sofferenza.

Mar Baltico in crisi: sfide oltre il cambiamento climatico per un mare in sofferenza.

La Crisi del Mar Baltico: Un Massacro Ambientale

Il Mar Baltico è da decenni sotto una pressione immane, trasformandosi in una delle aree marine più compromesse del pianeta. Le attività umane, unite a cambiamenti climatici e a fattori naturali, hanno contribuito a questo drammatico scenario. Secondo un report recente del Leibniz Institute for Baltic Sea Research Warnemünde (IOW), la situazione richiede una gestione delle risorse idriche molto più rigorosa. Il rapporto sottolinea che il Mar Baltico non può recuperare la sua salute seguendo un semplice approccio causa-effetto.

L’Eutrofizzazione: Un Ciclo Distruttivo

Da oltre cinquanta anni, il Mar Baltico è gravemente colpito da un fenomeno conosciuto come eutrofizzazione. Questo processo avviene quando un eccesso di nutrienti, soprattutto azoto e fosforo, arricchisce l’ambiente acquatico, causando fioriture algali e un progressivo esaurimento dell’ossigeno. Risultato? Zone morte dove la vita acquatica è quasi assente.

Questi nutrienti provengono principalmente dall’agricoltura, tramite fertilizzanti e letame, oltre che da scarichi industriali e urbani. La decomposizione delle alghe porta poi a una diminuzione del pH, aumentando il rischio di acidificazione. «È fondamentale ridurre i carichi di nutrienti, creando una sinergia tra le istituzioni e la comunità,» ha dichiarato Annika Hilding-Rydevik, Direttrice del Baltic Sea Action Group.

La legislazione dell’Unione Europea ha portato, negli ultimi anni, a una riduzione significativa dell’inquinamento da nutrienti. Secondo l’IOW, i carichi di fosforo nei fiumi sono calati di circa il 50% dal 1980, e quelli di azoto di circa il 30%. Un chiaro segno che anche le politiche possono fare la differenza.

Perché le Misure di Salvaguardia Non Funzionano?

Il Mar Baltico presenta caratteristiche uniche: è un ambiente salmastro e stratificato, il che rende difficile il ricambio dell’ossigeno. Questa stratificazione favorisce una carenza di ossigeno nei livelli più profondi, che può alleviarsi solo temporaneamente grazie a rare intrusioni di acqua salata dal Mare del Nord.

In un evento osservato a gennaio, 275 miliardi di tonnellate d’acqua sono stati espulsi dal Mar Baltico, abbassandone il livello di 67 centimetri. I forti venti da est hanno contribuito a questo cambio, creando un’opportunità per un possibile afflusso di acqua salata e ossigenata. “Questo tipo di afflusso può stimolare la ripresa delle zone morte, ma è fondamentale un impegno costante per preservarle,” ha affermato Jan P. Lunde, ricercatore dell’IOW.

Le temperature superficiali nel bacino centrale di Gotland sono aumentate di quasi 2 °C dal 1960, aggravando ulteriormente la situazione. “Le acque più calde non assorbono ossigeno come quelle fredde, rendendo il Mar Baltico sempre più vulnerabile,” ha avvertito il climatologo Hans-Otto Pörtner.

Un Passato Pesante da Gestire

La gestione dell’inquinamento da nutrienti è un aspetto cruciale, ma non sufficiente. Il ciclo del fosforo influisce sulla persistente eutrofizzazione delle acque. In assenza di ossigeno, il fosfato viene rilasciato dai sedimenti, accumulandosi nell’acqua. Gli afflussi dal Mare del Nord potrebbero, in teoria, rimuovere il fosfato, ma gli studi dimostrano che solo una parte minima viene effettivamente eliminata.

Il circolo vizioso tra esaurimento di ossigeno e rilascio di fosfati modifica la composizione del fitoplancton. Le fioriture di alghe azzurro-verdi, in estate, risultano meno utilizzabili dalla catena alimentare. Quando queste alghe muoiono, il materiale organico affonda e aumenta la domanda di ossigeno sul fondo del Mar Baltico. Di conseguenza, l’ostinato debito di nutrienti, accumulato in decenni di sfruttamento, continua a mantenere la salute del Mar Baltico in uno stato precario.

Strategie per la Salvezza del Mar Baltico

Per ripristinare la salute del Mar Baltico, sono necessarie strategie di gestione che vadano oltre la semplice riduzione dei nutrienti. Il rapporto dell’IOW propone quattro misure chiave:

  1. Riduzione dell’Inquinamento: Continuare a ridurre l’inquinamento da nutrienti in modo deciso.
  2. Ripristino degli Ecosistemi Costieri: Potenziare e ripristinare i filtri naturali come lagune e estuari.
  3. Soluzioni Basate sulla Natura: Promuovere la crescita di praterie di fanerogame marine e microalghe per rimuovere i nutrienti.
  4. Monitoraggio Avanzato: Implementare sistemi moderni per il monitoraggio della qualità delle acque e per la misurazione dei cambiamenti nel tempo.

Anders Hesper, della Commissione di Helsinki per la Protezione del Mar Baltico, conclude: “La situazione attuale richiede una risposta collettiva e concertata. Non possiamo permetterci di fallire.”

L’intervento immediato delle istituzioni e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sono essenziali per affrontare questa crisi ecologica. Con un’azione coordinata, potrebbe essere possibile non solo mitigare, ma anche invertire i danni causati all’ecosistema del Mar Baltico.

Fonti:

  • Leibniz Institute for Baltic Sea Research Warnemünde (IOW)
  • Baltic Sea Action Group

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