Mare sempre più caldo, Greenpeace: in Sicilia temperature fino a +2,9°C e ondate di calore anche in profondità
Nel corso del 2025, i monitoraggi hanno evidenziato temperature marine eccezionalmente elevate in diverse zone del Mediterraneo.
Tra le anomalie più significative rilevate in Sicilia spiccano quelle dell’Area Marina Protetta di Capo Milazzo, dove la temperatura superficiale del mare ha raggiunto un’anomalia di +2,94°C rispetto alla media climatologica, e dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, con +2,71°C.
Il dato più elevato a livello nazionale è stato registrato nell’Area Marina Protetta dell’Isola dell’Asinara, in Sardegna, con un’anomalia di +3,5°C durante un’ondata di calore marina durata 41 giorni.
Il calore arriva fino a 40 metri di profondità
Uno degli aspetti più preoccupanti evidenziati dal rapporto riguarda la capacità del calore accumulato in superficie di trasferirsi verso gli strati più profondi del mare.
Attraverso il mescolamento della colonna d’acqua provocato dal vento, le temperature elevate hanno raggiunto anche i fondali rocciosi, con valori fino a 25°C tra i 30 e i 40 metri di profondità.
Una situazione che sottopone a forte stress gli organismi marini più sensibili, compresi quelli che vivono all’interno delle aree protette.
«Il Mediterraneo sta cambiando rapidamente e gli effetti del riscaldamento non riguardano più soltanto la superficie del mare – spiega Valentina Di Miccoli, campaigner Mare di Greenpeace Italia –. Oggi osserviamo anomalie termiche che raggiungono gli habitat più profondi e incidono direttamente sulla salute degli ecosistemi marini, anche nelle aree marine protette».
