Omicidio mafioso nel Leccese: tre arresti e tre denunce per crimine organizzato.
Numerosi testimoni presenti durante l’agguato hanno dimostrato reticenza nel fornire informazioni, complicando così l’indagine. Tuttavia, le forze dell’ordine hanno raccolto prove che hanno permesso di definire un quadro indiziario chiaro, identificando i colpevoli e chiarendo i motivi dietro l’azione criminale. Le indagini hanno rivelato che l’obiettivo non era Stefano Tomeo, ma l’amico 56enne accompagnato, accusato di tentata estorsione. Questo, dopo aver affittato un’abitazione a un infermiere, si era trovato a dover far fronte a una serie di tentativi di estorsione da parte sua.
La situazione si era intensificata al punto che l’infermiere, esasperato dalle minacce e sentendosi in pericolo, si era rivolto a un 61enne con legami con la Sacra Corona Unita. Da qui, si delineava un piano criminale orchestrato con meticolosità, fino alla pianificazione dell’incontro che avrebbe portato all’omicidio di Tomeo. L’aggressione è avvenuta con grande disinvoltura, tutti i dettagli del piano ben definiti già durante un incontro prima del delitto.
