Perché essere sempre impegnate non significa necessariamente essere più felici

Perché essere sempre impegnate non significa necessariamente essere più felici

Perché essere sempre impegnate non significa necessariamente essere più felici

Essere sempre di corsa, avere l’agenda piena e trovare continuamente qualcosa da fare può dare la sensazione di essere produttive, indispensabili e persino soddisfatte. Ma essere impegnate non significa automaticamente essere felici. In una società che spesso premia la velocità e la capacità di fare più cose contemporaneamente, fermarsi può sembrare quasi una perdita di tempo.

Per molte donne, soprattutto, la sensazione di dover essere sempre presenti e disponibili può diventare una vera e propria abitudine. Lavoro, famiglia, relazioni, casa, impegni personali e responsabilità si accumulano fino a lasciare poco spazio per sé. Il risultato è che una giornata pienissima può essere percepita come una giornata “riuscita”, anche quando alla fine ci si sente stanche e insoddisfatte.

La felicità, però, non si misura dal numero di attività completate. A volte è proprio lo spazio vuoto quello che permette di recuperare energie, ascoltare le proprie esigenze e capire che cosa ci fa davvero stare bene.

Quando avere sempre qualcosa da fare diventa una trappola


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