Piano di reintroduzione dei tigri del Bengala in Cambogia suscita dubbi e discussioni.

Piano di reintroduzione dei tigri del Bengala in Cambogia suscita dubbi e discussioni.

Le Testimonianze Locali

Sat Born, un agricoltore di 56 anni, ricorda con vividezza il suo incontro con un tigre nel 2001. È rimasto paralizzato all’ingresso della foresta quando ha visto l’animale e descrive l’esperienza come scioccante. La Cambogia, un tempo patria di centinaia di tigri indocinesi negli anni ’90, ha visto la sua popolazione di tigri decimarsi a causa della caccia illegale. Nel 2016, i tigri sono stati ufficialmente dichiarati estinti nel paese.

Il progetto di reintroduzione prevede il trasferimento di una piccola popolazione di tigri del Bengala dall’India. Pur essendo reintroduzioni di successo in altre parti del mondo, l’operazione cambogiana è circondata da serie preoccupazioni. Perché portare un tigre non autoctono in Cambogia? Gli abitanti delle zone interessate sono stati consultati adeguatamente? I tigri riusciranno ad adattarsi a questo nuovo habitat? Ci sono prede sufficienti per nutrirli?

Criticità Ambientali e Questioni di Governance

La mancanza di prede adeguate rappresenta uno dei principali ostacoli alla riuscita di questo progetto. Un biologo esperto sostiene che la densità di prede è cruciale per la sopravvivenza dei tigri. Un tigre adulto necessita di abbattere una preda di dimensioni simili a un cervo o una mucca ogni settimana. La ricerca ha dimostrato che l’area selezionata per la reintroduzione, il Parco Nazionale di Kravanh, presenta troppe poche prede per supportare una popolazione stabile di tigri.

Uno studio pubblicato dalla Wildlife Alliance ha stimato che ci sia meno del 25% di probabilità che l’area possa sostenere una popolazione di 25 tigri adulti. Alcuni esperti avvertono che la reintroduzione potrebbe quindi rivelarsi fatale per questi animali a causa della scarsità di prede.

Inoltre, la costruzione di cinque nuove dighe idroelettriche minaccia l’habitat previsto per i tigri. Questi progetti non solo portano a una perdita di foreste, ma possono anche portare a una maggiore accessibilità per i bracconieri, aggravando ulteriormente la situazione.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *