Quanto è pericoloso inserire uno stent: rischi, procedure e recupero
Le procedure vengono effettuate nel laboratorio di cateterismo (cath lab) di un ospedale. Il paziente rimane cosciente ma viene sottoposto ad anestesia locale per anestetizzare la zona di inserzione del catetere, di solito nell’arteria femorale a livello dell’inguine.
Si inserisce un catetere sottile con un piccolo palloncino gonfiabile all’estremità, che viene guidato fino all’arteria carotidea utilizzando immagini in tempo reale tramite radiografia (fluoroscopia).
Attraverso il catetere viene iniettato un mezzo di contrasto iodato che consente di visualizzare chiaramente la zona della stenosi e il flusso sanguigno. L’iniezione di contrasto può causare una sensazione di calore temporanea sul lato del viso corrispondente.
Il palloncino viene quindi gonfiato per comprimere la placca contro le pareti dell’arteria, dilatando il vaso. Per evitare che frammenti di placca si stacchino e possano causare ictus, viene posizionato al di sotto della zona di intervento un filtro di protezione embolica.
A questo punto viene posizionato lo stent, che può essere rivestito con farmaci per prevenire il rischio di restenosi. Al termine si sgonfia il palloncino e si rimuovono il catetere e il filtro, chiudendo con un bendaggio il punto di inserzione nella zona inguinale.
La durata della procedura è generalmente di 2-3 ore. Dopo l’intervento, il paziente può rimanere in ospedale per 1-2 giorni con le dovute raccomandazioni sulle attività da evitare temporaneamente.
Fonti ufficiali:
- American Heart Association – Carotid Angioplasty and Stenting
- NHS UK – Carotid Artery Stenting
- American Stroke Association – Treatment Options
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