Scommessa audace del Founders Fund su pesci uccisi in modo etico per un futuro sostenibile.
Un’Idea Nata da una Riflessione Sull’Empatia
La storia di Khawaja è insolita per un pitch nel settore hardware. Cresciuto con la passione per la pesca in Medio Oriente, l’idea per Shinkei è scattata durante l’università, dopo aver letto un saggio di un filosofo dei diritti animali intitolato “Se i pesci potessero urlare”. La tesi centrale del saggio evidenziava come il dolore dei pesci fosse essenzialmente invisibile, essendo privi delle corde vocali.
Ma le ambizioni di Shinkei superano di gran lunga il semplice processo di uccisione. L’azienda si definisce un produttore e processore di pesce integrato verticalmente, che utilizza robotica e intelligenza artificiale lungo tutta la catena, dalla barca al piatto. Shinkei fornisce gratuitamente le macchine Poseidon ai pescatori, per poi pagare un prezzo superiore per il pesce che queste producono, ben oltre il prezzo di mercato. In cambio, Shinkei si appropria del pesce, invece di permettere ai pescatori di venderlo sul mercato aperto. Il pescato viene quindi inviato a un impianto di 1.500 metri quadri a Tacoma, Washington, dove viene lavorato e venduto sotto il marchio Seremoni, pubblicizzato come pesce di “qualità cerimoniale”.
