Scoperti oggetti insoliti nei robotaxi Uber: Squishmallows, dentiere e borse “I Love Hot Dads”.
Un futuro con i robotaxi e le opportunità di recupero
Negli ultimi anni, Uber ha instaurato diverse collaborazioni con aziende tecnologiche nel campo dei veicoli autonomi. Tuttavia, è stato solo a marzo 2025, con il lancio del servizio “Waymo su Uber” a Austin, che il business legato ai veicoli autonomi ha cominciato a muoversi. Da allora, Uber e Waymo hanno avviato un servizio di robotaxi anche ad Atlanta. Inoltre, Uber ha integrato altre aziende di veicoli autonomi nella sua app, come Motional a Las Vegas e Avride a Dallas, sebbene in queste ultime le auto siano ancora guidate da operatori umani per motivi di sicurezza.
Il fatto che Uber abbia già registrato migliaia di oggetti smarriti in soli dodici mesi suggerisce l’enorme volume di corse effettuate tramite la sua app. Il messaggio fondamentale è che il network esistente di Uber è già attrezzato per riunire i passeggeri con i loro oggetti smarriti, tra cui un yo-yo di 15 chili, un grande anatra di marmo, un Squishmallow e un poster di Charli XCX.
Quando un passeggero dimentica oggetti in un robotaxi, il processo per recuperarli è simile a quello delle normali corse Uber: basta aprire l’app, cliccare sulla scheda attività, selezionare il viaggio durante il quale è stato smarrito l’oggetto e contattare il supporto clienti. Gli utenti possono quindi inviare messaggi, chattare o chiamare un agente di supporto. Se l’oggetto viene ritrovato, i passeggeri hanno due opzioni: pagare $15 per farlo recapitare a domicilio da un autista Uber Courier, oppure ritirarlo di persona presso un deposito di veicoli autonomi, dove vengono custoditi e manutenzionati.
