Scopri il campeggio remoto sull’isola più misteriosa d’Europa: la fuga perfetta dalla routine. (pagina 2)
Pubblicato il da Redazione - Viaggi
Al mattino seguente, ci uniamo alla nostra guida, Siisi Jensen, una giovane entusiasta di Saqqaq. Sfrecciamo verso Qullissat, un paesino fantasma sulla costa settentrionale dell’isola di Disko. Questa località è stata un insediamento minerario per 48 anni, fino al 1972, quando gli ultimi 500 abitanti decisero di andarsene. La loro eredità visibile è costituita da case di legno colorate, ora pericolanti e fatiscenti. Nonostante questo, Qullissat offre uno scenario affascinante, accentuato dalla copertura di nuvole basse che velano le colline circostanti.
Nella cucina che è stata trasformata in un museo informale, esploro vari oggetti, tra cui un giradischi arrugginito e scaffali pieni di barattoli di cibo degli anni ’60. La comunità mineraria di Qullissat ha visto la presenza di lavoratori stranieri, tra cui danesi, svedesi e britannici. Questa apertura ai visitatori riflette la storica ospitalità dei groenlandesi nei confronti degli estranei, una cultura saldamente radicata in una pragmatica di sopravvivenza. Jensen ci racconta che quando i balenieri olandesi arrivarono qui nei secoli XVII e XVIII, erano incoraggiati a corteggiare le donne locali per diversificare il pool genetico. “Quindi era accettabile imbrogliare,” scherza Anika, avviando una discussione sull’argomento della colonizzazione. “I danesi e i groenlandesi – siamo così agli antipodi culturali,” dice Jensen con un sorriso. Durante gli eventi sociali, i danesi tendono a parlare tutti insieme, mentre nei “kaffemik” groenlandesi, chi parla ha il pieno controllo dell’attenzione del pubblico.
Questa esperienza a Qullissat ci fa riflettere sulla storia e sull’evoluzione delle relazioni tra culture così diverse. Ogni luogo racconta una storia, e in Groenlandia, il passato e il presente si intrecciano in un mosaico vivente di memoria e speranza per il futuro.
Per ulteriori informazioni sui cambiamenti climatici e sulla loro influenza sui ghiacciai, è possibile visitare il sito ufficiale della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) o il sito di Greenpeace, che forniscono dati aggiornati e approfondimenti sul tema.