Segnali di annegamento e primo soccorso: riconoscere e intervenire rapidamente
Pubblicato il da Redazione - Lifestyle
Che cos’è l’annegamento?
L’annegamento è una situazione di emergenza che si verifica quando una persona sperimenta un’ostruzione della respirazione a causa della sub-immersione in un liquido. La prevenzione delle cause resta il trattamento più efficace per evitare danni gravi o irreversibili.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), “l’annegamento è il processo che provoca un danno respiratorio per immersione o sub-immersione in liquido”. Le possibili conseguenze includono la morte, disabilità legate a lesioni o danni permanenti, oppure il recupero senza conseguenze.
Questa definizione è stata stabilita durante il Congresso Mondiale sull’Annegamento del 2002 ad Amsterdam per uniformare le interpretazioni a livello globale. In passato le variabili come annegamento “bagnato” o “secco” e classificazioni tra eventi fatali o non fatali non sempre chiarivano la situazione reale della vittima e il suo decorso.
Quanto è diffuso l’annegamento nel mondo?
L’annegamento rappresenta la terza causa più comune di morte accidentale a livello mondiale, con un’incidenza pari al 7% di tutti i decessi da infortunio. I dati dell’OMS stimano oltre 350.000 morti annuali per annegamento, una cifra probabilmente sottostimata in quanto non considera incidenti in situazioni di alluvioni o incidenti nautici.
Quasi metà di questi decessi si verifica in Cina e India, due paesi con alta densità demografica e frequente esposizione a corpi d’acqua. Inoltre, la mortalità da annegamento non riflette appieno il numero di persone che riportano disabilità neurologiche o polmonari dopo l’evento.
Le statistiche sui casi non fatali sono limitate, e molti paesi non registrano compiutamente queste informazioni. Ciò rende difficile una precisa valutazione globale dell’impatto sociale e sanitario.
Le fasi dell’annegamento
L’annegamento inizia quando l’acqua entra in contatto con la laringe, provocando diversi effetti fisiologici:
- Subito dopo un primo respiro involontario, la vittima trattiene il respiro volontariamente.
- Successivamente si verifica uno spasmo della laringe che porta a un ridotto apporto di ossigeno nel sangue (ipossiemia).
- La mancanza di ossigeno fa cessare il metabolismo aerobico, causando un accumulo di acidi nel corpo (acidosi), che può interferire con la funzione cardiaca e cerebrale, portando a arresto cardiaco.
- Se lo spasmo si attenua, l’acqua può entrare nei polmoni, complicando ulteriormente la capacità respiratoria. Il cosiddetto “annegamento secco” interessa circa il 20% delle vittime, in cui non viene aspirata acqua nei polmoni, ma si ha comunque grave compromissione respiratoria.
Questi processi devono essere riconosciuti tempestivamente per intervenire efficacemente e limitare i danni.
Fonti:
- Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) – Annegamento
- Journal of the American Medical Association – Definizioni e classificazioni dell’annegamento
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