Sintomi, segnali d’allarme e trattamenti essenziali per riconoscere l’ictus rapidamente

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Sintomi e Cure: consigli, rimedi e prevenzione

Sintomi, segnali d’allarme e trattamenti essenziali per riconoscere l’ictus rapidamente

L’ictus viene generalmente classificato in base al meccanismo che causa l’interruzione dell’afflusso di sangue al cervello: ischemico o emorragico. La descrizione può anche basarsi sulla parte del cervello colpita, come un ictus temporale destro, o sull’area del corpo che ne risulta compromessa, ad esempio un ictus che colpisce il braccio sinistro.

Ictus ischemico: cause e meccanismi

Un ictus ischemico si verifica quando un’arteria cerebrale viene ostruita, impedendo così il passaggio del sangue ricco di ossigeno ai neuroni. Questa ostruzione può avvenire in diversi modi. Nel caso di ictus trombotico, un’arteria si restringe progressivamente a causa dell’accumulo di placche di colesterolo, chiamate aterosclerosi. Quando una di queste placche si rompe, si forma un coagulo che blocca il flusso sanguigno verso le cellule cerebrali a valle, causando la loro carenza di ossigeno.

Nell’ictus embolico, invece, l’ostruzione è causata da un embolo, ovvero un frammento di materiale come un coagulo di sangue o un pezzo di tessuto grasso che si stacca da un’altra parte del corpo – spesso dal cuore – e viaggia attraverso il sistema circolatorio fino a bloccare un’arteria cerebrale.

Una delle cause più frequenti di questi coaguli embolici è la fibrillazione atriale (AFib), un’aritmia cardiaca in cui gli atri del cuore battono in modo irregolare e caotico. Questo ritmo irregolare può favorire la formazione di piccoli coaguli sulle pareti atriali che, se si staccano, viaggiano fino al cervello, provocando un ictus.

Le arterie carotidi, situate nel collo, sono fondamentali per il trasporto di sangue al cervello. Possono restringersi a causa di placche aterosclerotiche: i frammenti irregolari di queste placche possono distaccarsi e causare emboli cerebrali.

Ictus emorragico: cause e conseguenze

L’ictus emorragico si verifica quando un vaso sanguigno nel cervello si rompe o perde sangue nel tessuto circostante, interrompendo l’attività delle cellule nervose. Questa emorragia è spesso causata da pressione alta non controllata che indebolisce la parete di un’arteria nel tempo.

Altre cause includono la rottura di un aneurisma, una dilatazione anomala e congenita della parete arteriosa, o di una malformazione arteriovenosa (MAV), un’anomalia dei vasi sanguigni in cui arterie e vene sono connesse in modo diretto e anomalo. Il sangue fuoriuscito può formare un ematoma che danneggia direttamente il tessuto cerebrale e può causare edema e pressione intracranica, aggravando i danni.

La sopravvivenza a un ictus emorragico dipende dall’entità del sanguinamento e dalla tempestività delle cure mediche. Purtroppo, molti pazienti muoiono nel giro di pochi giorni, ma chi sopravvive spesso affronta un lungo e complesso percorso di riabilitazione.

Il cervello è irrorato da quattro arterie principali:

Queste arterie si collegano nel Circolo di Willis, una rete arteriosa alla base del cervello che garantisce l’irrigazione cerebrale tramite rami che si distribuiscono in diverse aree.

Il lato sinistro del cervello controlla il lato destro del corpo e viceversa. Il linguaggio si trova solitamente nell’emisfero dominante, tipicamente il sinistro.

Le arterie cerebrali anteriore e media forniscono sangue alla parte frontale e media del cervello, incluse le aree che controllano il movimento volontario, la sensibilità, il linguaggio, il pensiero, la personalità e il comportamento.

Le arterie vertebrali e basilari rappresentano la circolazione posteriore e irrorano il lobo occipitale (responsabile della vista), il cervelletto (coordinazione e equilibrio) e il tronco encefalico (funzioni vitali inconsce come la respirazione e pressione sanguigna).

Gli ictus possono essere descritti in base alla funzione corporea compromessa e all’area cerebrale interessata. La maggior parte produce sintomi su un solo lato del corpo, ma quelli che coinvolgono il tronco encefalico o il midollo spinale possono causare sintomi bilaterali.

L’ictus può compromettere la funzione motoria, ad esempio con debolezza parziale (emiparesi) o paralisi (emiplegia) di un lato del corpo, coinvolgendo faccia, mano o arto.

Anche la sensibilità può essere alterata in diverse aree corporee, così come la visione, l’equilibrio e la capacità di parola, tutti segnali utili a localizzare il danno cerebrale e fare una diagnosi accurata.

Un tipo particolare è l’ictus lacunare, causato dall’occlusione di piccole arterie penetranti nel cervello. L’area danneggiata è piccola ma può provocare deficit neurologici importanti. Spesso è “silente”, cioè senza sintomi evidenti, e viene scoperto per caso con TAC o risonanza magnetica.

Fonti ufficiali:

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