Stipendi docenti e ATA nel 2025: aumento limitato rispetto agli altri lavoratori pubblici.

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università

Stipendi docenti e ATA nel 2025: aumento limitato rispetto agli altri lavoratori pubblici.

Crescita delle Retribuzioni nel Settore Istruzione: Un Trend Positivo

Nel 2025, il settore dell’Istruzione ha registrato una crescita retributiva del 2,8%, superiore alla crescita media del 2,2% di tutti i comparti gestiti dall’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni (Aran). Questo incremento retributivo ha superato anche quello del comparto Sanità (0,8%) e delle Funzioni Locali (0,6%), posizionandosi appena sotto il comparto delle Funzioni Centrali. I dati sono stati resi noti nel Rapporto semestrale Aran sulle retribuzioni dei dipendenti pubblici pubblicato il 19 maggio.

È importante segnalare che questa crescita è solo l’inizio, poiché gli aumenti previsti dal contratto collettivo nazionale 2022/24 avranno effetto a partire dal 2026. L’Aran ha chiarito che i dati attuali non catturano ancora l’impatto di significativi rinnovi contrattuali previsti per il triennio 2022-2024, che riguardano non solo l’Istruzione, ma anche le Funzioni Locali e la Sanità.

Nel lungo termine, esaminando il decennio 2015-2025, il settore dell’Istruzione ha visto una crescita complessiva delle retribuzioni del 13,4%, rispetto all’incremento medio del 14,3% dei comparti pubblici e del 16,2% dei comparti privati. Pur essendo positivo, il trend potrebbe nascondere alcune criticità.

Il Gap Retributivo Continuerà a Crescere

Un elemento di preoccupazione è il divario retributivo tra i vari comparti della pubblica amministrazione, che potrebbe aumentare, nonostante gli aumenti percentuali. Prendiamo ad esempio un potenziale aumento del 7% per il comparto Istruzione. Questa misura si tradurrebbe in un incremento medio di circa 2.150 euro lordi annui (165 euro lordi al mese) per i 1,2 milioni di lavoratori, il cui stipendio medio si attesta a 30.767 euro annui. Dall’altro lato, se l’incremento per gli altri comparti pubblici si fermasse al 6%, il guadagno annuale salirebbe comunque a 2.345 euro lordi, traducendosi in circa 180 euro al mese.

Questa situazione evidenzia una problematica: nonostante la crescita percentuale, essa non sempre si traduce in un reale miglioramento del potere d’acquisto. La base retributiva del comparto Istruzione è sensibilmente più bassa rispetto ad altri settori pubblici, situazione che rischia di mantenere, se non amplificare, il divario retributivo nel tempo.

Il gap retributivo tra i lavoratori dell’Istruzione e quelli di altri settori pubblici ha subito un’evoluzione negativa negli ultimi dieci anni. Infatti, la differenza di guadagni annuali tra i dipendenti scolastici e i colleghi in altri comparti si attestava tra i 4.000 e i 5.000 euro, cifra che oggi è quasi raddoppiata. Anche se il recente rinnovo del contratto collettivo nazionale 2022/24 ha portato a incrementi retributivi, questi non basteranno a colmare il divario accumulato. Pertanto, anche l’ulteriore aumento previsto circa il 6% per il contratto 2025/27 non offrirà un reale cambiamento della situazione attuale.

Stipendi nel Settore Pubblico: Un Confronto Aspro

Recenti dati indicano che nel 2024, i lavoratori con contratto a tempo indeterminato nella pubblica amministrazione hanno percepito in media 39.087 euro lordi annui, con un costo totale superiore a 132 miliardi di euro per lo Stato. Al contrario, i lavoratori del settore Istruzione guadagnano in media solo 30.767 euro lordi, circa 9.000 euro in meno rispetto alla media della pubblica amministrazione. Questo porta a stipendi netti che raramente superano i 1.700 euro al mese.

Quando si analizzano i compensi dei lavoratori degli altri ministeri, la disparità diventa evidente. I dipendenti del comparto Sanità, ad esempio, percepiscono in media 44.005 euro lordi, mentre quelli delle Forze Armate e delle Forze di Polizia arrivano a 48.616 euro lordi, con un distacco significativo rispetto ai docenti e al personale Ata. Anche i dipendenti delle amministrazioni locali guadagnano in media 32.571 euro, un importo superiore a quello percepito dagli insegnanti.

In un confronto con i circa 120.000 docenti universitari e ricercatori pubblici, la situazione si fa ancor più difficile, dal momento che guadagnano mediamente 55.000 euro lordi, quasi il doppio rispetto al personale scolastico. Questa disparità, se non affrontata, rischia di crescere ulteriormente con ciascun rinnovo contrattuale, rendendo il gap tra i vari comparti una questione sempre più critica.

In conclusione, è chiaro che il settore dell’Istruzione, nonostante gli incrementi, resta indietro rispetto ad altri comparti della PA. La necessità di un intervento che possa realmente equilibrare le retribuzioni è urgente e deve essere presa in considerazione durante i prossimi rinnovi contrattuali. È fondamentale che i diritti dei lavoratori dell’Istruzione vengano tutelati affinché possano essere adeguatamente riconosciuti nel contesto della pubblica amministrazione.

Fonti:

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