Docente precario escluso dalla graduatoria: preside condannata a risarcire 10 stipendi per superficialità.
I dirigenti scolastici devono prestare particolare attenzione quando decidono di cancellare un supplente dalle graduatorie d’istituto. Questa operazione non è priva di rischi legali, specialmente se la motivazione dell’esclusione è incerta. Secondo recenti statistiche, i ricorsi in tribunale da parte dei supplenti esclusi stanno diventando sempre più comuni, e i dirigenti scolastici si trovano poi a dover giustificare le loro decisioni di fronte a un giudice. Se le giustificazioni non sono convincenti, il dirigente stesso potrebbe essere costretto a risarcire il supplente depennato dalle proprie finanze. Questo è avvenuto nel capoluogo della Campania, dove il Tribunale civile di Napoli Nord ha condannato la dirigente scolastica E.C. di un istituto di Caivano, ispiratrice della fiction “La Preside”. La sentenza ha stabilito che la dirigente deve risarcire un docente con circa 16.000 euro per i stipendi persi a causa del suo decreto di depennamento, considerato illegittimo dal giudice.
Il Caso della Scuola di Caivano
La vicenda ha avuto origine nell’ottobre 2022, come riportato dall’agenzia Ansa. Un docente è stato chiamato per una supplenza in una scuola di Caivano, un comune vicino Napoli. Durante il processo di assunzione, al docente è stato richiesto di presentare i documenti attestanti i titoli di studio entro un paio di giorni, fissati per il 10 ottobre. Il docente, accortosi di aver smarrito la pergamena di laurea, ha presentato in sostituzione una denuncia di smarrimento insieme al certificato di laurea e diploma. La segreteria scolastica ha quindi archiviato la sua pratica di supplenza, suggerendo al docente di accettare altre offerte.
