Cristiano Fini eletto nuovamente presidente nazionale della Cia-Agricoltori Italiani: un nuovo inizio.
Cristiano Fini Riconfermato Presidente Nazionale di Cia-Agricoltori Italiani
ROMA (ITALPRESS) – Cristiano Fini è il nuovo presidente confermato della Cia-Agricoltori Italiani. Il vitivinicolo di Castelfranco Emilia, in provincia di Modena, è stato rieletto durante la IX Assemblea elettiva “Agricoltori custodi di territorio, custodi di futuro”, tenutasi oggi presso l’Auditorium Antonianum a Roma. A 54 anni, il presidente ha già guidato l’organizzazione dal 2022 ed è stato presidente regionale della Cia Emilia-Romagna dal 2018, nonché di Cia Modena in precedenza.
Fini ha ringraziato i delegati per la fiducia espressa e ha accolto la riconferma con orgoglio, sottolineando l’importanza del settore agricolo per la sicurezza nazionale e il futuro del Paese. “In tempi di guerre e crisi climatiche, l’agricoltura è un pilastro fondamentale”, ha affermato Fini. Ha anche evidenziato la necessità di un cambio di paradigma: “La sovranità alimentare è essenziale. Un popolo che non riesce a sfamarsi è un popolo vulnerabile”.
Le Sfide dell’Agricoltura Italiana: Nuove Direttive per il Futuro
Durante la sua relazione, Fini ha toccato diverse questioni di rilevanza mondiale e locale. Il contesto internazionale è sempre più complesso, con situazioni di tensione come quella in Ucraina e in Medio Oriente, che rischiano di aumentare l’insicurezza alimentare in tutto il mondo. Secondo la FAO, oltre 45 milioni di persone potrebbero trovarsi in condizioni di grave insicurezza alimentare a causa di questi eventi.
“L’agricoltura è il primo settore a subire gli effetti delle crisi globali”, ha rilevato Fini, riferendosi agli aumenti vertiginosi dei costi per energia e fertilizzanti. I prezzi del gasolio agricolo sono aumentati del 100%, mentre quelli dei fertilizzanti hanno mostrato incrementi significativi. La richiesta di Fini è chiara: è necessario un intervento tempestivo da parte dell’Unione Europea per sostenere il settore agricolo.
“Servono risposte snelle e forti, come quelle attuate durante la pandemia”, ha sottolineato Fini. Sono proposti sostegni diretti per i fertilizzanti entro il 2026 e l’abolizione di dazi all’importazione. Si richiede, inoltre, una revisione del CBAM, attualmente fonte di ulteriori spese per il settore.
Fini ha tracciato un quadro chiaro degli obiettivi del suo mandato. Tra questi, la necessità di riequilibrare il valore lungo la filiera agroalimentare, attualmente penalizzante per i produttori. “Vogliamo promuovere il potere collettivo dei produttori, instaurando sistemi di certificazione che favoriscano la legalità e la trasparenza”, ha affermato il presidente.
Le iniziative comprendono l’implementazione di pratiche commerciali più eque e la valorizzazione dei prodotti locali. Fini ha posto l’accento sull’importanza della salute e della sostenibilità, auspicando un “nuovo patto” tra agricoltori e cittadini.
Per affrontare la crisi climatica, Fini ha introdotto la Carovana dell’Acqua, un progetto volto a identificare criticità e buone pratiche in tutte le regioni italiane. La Cia propone il Piano “100 Buone Opere” per indirizzare investimenti in opere cantierabili concrete, affrontando la questione della scarsità idrica e della perdita di suolo fertile che colpiscono l’agricoltura.
Oltre a misure correttive nel settore idrico, sottolinea la necessità di leggi per tutelare il suolo e fermare il consumo indiscriminato di terre agricole. Un altro ambito di intervento sarà quello della formazione, con l’obiettivo di creare una “scuola permanente dell’agricoltore” per affrontare le sfide del futuro.
Inoltre, Fini ha insistito sulla necessità di garantire un adeguato accesso a servizi essenziali nelle aree rurali, come la connettività digitale e la sanità di prossimità. Questi interventi sono fondamentali per colmare il divario tra aree urbane e rurali, trasformando l’azienda agricola in un hub di servizi integrati.
La Politica Agricola Comune (PAC) rimane un pilastro fondamentale per l’integrazione europea. Fini ha ribadito la sua determinazione a difendere la PAC come politica comune e autonoma. “È un investimento strategico, non una spesa”, ha affermato, sottolineando l’importanza di risorse adeguate per affrontare le nuove sfide.
Infine, sul fronte degli accordi commerciali internazionali, ha chiesto una protezione rigorosa del mercato dell’Unione Europea. “Non possiamo tollerare accordi che favoriscano prodotti a basso costo che non rispettano i nostri standard”, ha concluso.
Per ulteriori dettagli, consultare il sito ufficiale di Cia-Agricoltori Italiani.
Fonte: Cia-Agricoltori Italiani.
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